Archivi categoria: Marketing

Qual è il futuro del business?

Il consumatore è cambiato: non solo si aspetta esperienze migliori ma crede che averle sia un suo diritto. Così esordisce Brian Solis nel suo ultimo libro, Qual è il futuro del business. Capire il presente per creare l’azienda di domani.

Solis è uno dei pochi esperti di Social Media Marketing che ha mio avviso abbia sempre avuto un’estrema lucidità nel saper leggere la dirompenza dei Social in ambito business, senza lasciarsi prendere dell’innovazione fine a se stessa.

Ho letto il libro in pochi giorni, costringendomi a tenere il naso incollato, come pochi libri riescono a fare. Tanti gli spunti da conservare e tenere a portata di mano. Come faccio di solito, provo a riportare in questo post le idee che mi hanno colpito di più, sulle quale cerco di innestare le mie personali considerazioni.

Grazie ai Social, non come strumento in sè, ma come massima espressione di una evoluzione nel rapporto Consumatore/Azienda, la voce del cliente è diventata più potente, e le aziende rivelano ancora tutta la loro fragilità: invece di studiare e offrire ai clienti esperienze incredibili, continuano a promuovere, vendere ed offrire servizi.

Solis ammonisce tutti quanti:

E’ ora di investire in qualcosa di più importante del prezzo o del valore aggiunto. Le aziende che avranno successo nel futuro saranno quelle in grado di produrre esperienze, prodotti e processi in grado di mantenere realmente le promesse, creando forme di interazione forti e sincere.

Anche le aziende più consapevoli nell’utilizzo trasformativo dei social media da parte dei consumatori, spesso si limitano a reagire passivamente alle sollecitazioni esterne: gestiscono le esperienze negative, cercando di dare soluzioni in tempo reale, ma si occupano ancora troppo poco della creazione proattiva di esperienze positive. Oppure lavorano a compartimenti stagni, dove il marketing dispone di un budget enorme per promuovere il brand sui social ed il customer service rimane un call center senza la minima consapevolezza della strategia aziendale, con un budget risicato e spesso visto come puro centro di costo. Risultato? Esperienze disconnesse e frustrazione per i consumatori. Anziché investire in marketing per diffondere il proprio messaggio, le aziende sui social dovrebbero assistere i clienti, investendo sul customer care, in modo che i clienti si sentano sempre ascoltati ed i loro problemi risolti.

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Banalizzando: meno Sponsored Tweets e molto più assistenza clienti di qualità. Togliamo attenzione dai programmi di loyalty ed al presenzialismo di massa (“devo essere presente in tutti i Social Media e creare campagne virali!”) e investiamo in personale motivato al customer care. Continua a leggere

La mia recensione di “Vendere Tutto”, la biografia di Amazon

Ho letto un gran bel libro. Il titolo della versione italiana, devo essere sincero, è piuttosto infelice: “Vendere tutto. Jeff Bezos e l’era di Amazon”.

Infelice perchè si tratta di una traduzione errata di “Everything Store”, il sogno che Bezos ha raggiungo costruendo Amazon: un negozio online che vendesse tutto, dove qualsiasi consumatore del mondo potesse trovare qualsiasi prodotto. Scaffali infiniti per infinite quantità di prodotti da acquistare ai prezzi più bassi possibile in un solo click e da ricevere comodamente a casa in 24 ore.

Scritto da Brad Stone, un veterano giornalista della Silicon Valley, il libro è una meravigliosa biografia dell’azienda, pieno di aneddoti anche scottanti (non a caso il libro, considerato per molti versi anti-Amazon, è stato ritirato e poi rimesso in vendita più volte proprio su Amazon.com), e parallelamente un dipinto della visione di Bezos, crudelmente innovatrice e spietatamente affascinante, che ha rivoluzionato il retail e definito le regole dell’ecommerce.

I primi anni, come qualsiasi altra start-up anni 90 sono terribilmente entusiasmanti: si narra di scrivanie ricavate da porte inutilizzare, di orari di lavoro infiniti, di voglia di creare il futuro.

Tra le prime grandi innovazioni spicca certamente la funzionalità Similarities: Bezos suggerì ai programmatori di creare un sistema che offrisse raccomandazioni dei libri in base agli acquisti già effettuati. Questa funzione incrementò sensibilmente le vendite, e permise di presentare ai clienti dei libri che altrimenti non avrebbero mai scoperto. Bezos riteneva che questo elemento sarebbe stato uno dei vantaggi decisivi dell’e-commerce sul commercio tradizionale: “I grandi rivenditori non hanno mai avuto l’occasione di conoscere i loro clienti uno per uno. L’ecommerce lo renderà possibile”. Continua a leggere

La tirannia del prezzo più basso

Questo è un gran bel pezzo di Seth. Non potevo non tradurlo.

Abbassare il prezzo è una scelta unidirezionale e monoassiale. O il tuo prodotto è più economico oppure non lo è.

In un primo momento, abbassare il prezzo consente di ottenere interessanti efficienze. Costringe a scelte difficili e dure che tendenzialmente portano a performance migliori.

Col tempo, però, in un mercato competitivo, la ricerca del prezzo più basso diventa sempre più brutale. La brutalità di mettere alle strette i fornitori, la brutalità di compromettere i valori morali e la mission aziendale. Ci sarà sempre qualcun altro disposto a vendere un prodotto simile al tuo ad un centesimo in meno, e per competere sarai costretto a scendere ancora. Continua a leggere

10 cose che nessuno ti ha mai detto sulla creatività

Rapito dalla copertina e dalla headline davvero micidiale (“Steal like an Artist. 10 things nobody told you about being creative”) quando ero alla Tate Modern di Londra, non ho potuto far altro che recarmi alla cassa con 10 pounds per acquistare questo libro di Austin Kleon.

Lettura facile e veloce, piena di illustrazioni e scritto con un carattere calligrafico. Tutto il libro si basa su un unico concetto:

Art is theft. Pablo Picasso

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Vuoi avere successo nel lavoro e nella vita? Scopri la Wine Bar Theory

Ho acquistato questo libretto d’impulso, senza pensarci troppo. Ed è stato bello scoprire che non era tutto fumo e niente arrosto.

The Wine Bar Theory si basa su un assunto molto semplice: se lavori tanto, probabilmente stai lavorando male. Se invece lavori bene, avrai senz’altro tempo da dedicare ad altre attività, come quella di frequentare un Wine Bar, come fa l’autore, David Gilbertson.

Essere molto impegnati non significa essere produttivi. Al contrario, spesso significa essere inefficienti. Perchè ciò accade? Non perchè chi lavora tanto sia pigro, ma forse perchè il suo ruolo non è chiaro. O forse perchè le priorità aziendali non sono ben definite. Oppure potrebbe essere che chi dovrebbe prendere delle decisioni non le prende, lasciando che siano le persone di buona volontà a farsi carico di cose che non gli spetterebbero. Continua a leggere

Come diventare bravi a fare soldi

Jason Fried

Questa è la traduzione libera di un post-intervista di qualche anno fa a Jason Fried di 37signals su Inc. Come il vino buono che invecchia con gli anni, vale la pena leggere un post del 2011 che insegna con molto pragmatismo a fare business con la Rete.

Alcuni anni fa ho deciso che volevo imparare a suonare la batteria. Ho sempre amato la batteria. Ogni volta che ascolto la musica, sento per prima sempre la batteria. Posso ascoltare un grande batterista jazz come Art Blakey per ore e ore. Darei quasi tutto quello che ho per essere un bravo batterista come Glenn Kotche dei Wilco .

Il percorso per imparare a suonare la batteria è abbastanza semplice. Ci si iscrive per alcune lezioni, ci si procura bacchette e paracolpi, si imparano alcuni esercizi e si fa pratica. E ancora pratica. Ogni superficie – la tua scrivania, la tua gamba , il volante dell’auto – diventa un tamburo. Con il tempo si migliora, ma solo se non smetti mai di praticare. Continua a leggere

Perchè odio i funnel

Nonostante le diverse campagne di email marketing che ho spedito a centinaia di migliaia di utenti, non riesco proprio a definirmi un email marketer. Questo soprattutto è dovuto al fatto che odio i funnel.

Il funnel visto dai marketers

Il funnel visto dai marketers

L’idea di base è che i marketers seguono un loop fine a stesso: prima di tutto hanno bisogno di un sacco di visitatori. Alcuni di questi poi diventano effettivamente leads. E su questi ultimi si concentrano, bombardandoli di messaggi con la “marketing automation” fino a che non diventano utenti paganti. Ovvero clienti. Continua a leggere

Seth Godin

Benvenuti nell’era della Connection Economy

Recensione di The Icarus Deception, Seth Godin

Il mito vuole che Dedalo, il padre di Icaro, abbia ideato un brillante piano di fuga dalla prigione in cui era stato rinchiuso con il figlio: ali di pume fissate con la cera per consentire di scappare dal labirinto via cielo. Dedalo raccomandò al figlio di Icaro di non volare troppo vicino al sole, per evitare che la cera potesse sciogliersi. Ma Icaro, inebriato dalla gioia del volo, disobbedì al padre, volò troppo in alto. Sappiamo tutti come andò a finire poi: la ali di staccarono dal suo corpo e Icaro cadde in mare, dove trovò la morte.

La lezione è chiara: non disobbedire all’autorità e non sfidare i tuoi limiti.

In realtà la società occidentale ha omesso una parte importante del mito: Dedalo raccomandò al figlio di non volare troppo alto, ma anche di non volare troppo basso, poichè anche l’umidità del mare avrebbe potuto far sciogliere la cera. La società industriale ha posto l’obbedienza come un valore e la sfida agli ordini precostituiti un peccato. Questo ha portato l’uomo ha ricercare la sicurezza, ad evitare il giudizio, ad avere obiettivi bassi, a volare basso, senza prendere rischi.

Seth Godin

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Le mie previsioni sul marketing online per il 2013

Cambia l’anno nella data ed è tempo di bilanci (sia contabili che personali) e di previsioni sull’anno che verrà. Sarebbe tempo anche per i buoni propositi, ma lasciamoli un attimo da parte.

In questo post vorrei tirare fuori quelli che mi sembrano essere i trend del marketing online che hanno germogliato negli ultimi mesi e che determineranno il 2013. Si tratta più che altro di un esercizio di memoria e di stile, dato che le previsioni (così come i buoni propositi) durano generalmente fino al 1° Febbraio (lo sappiamo tutti che entro Gennaio il 99% delle persone smetteranno la dieta appenna iniziata) e che nessuno mi renderà conto della loro correttezza. Continua a leggere

Può un’azienda mediocre diventare una grande azienda?

Letto tutto d’un fiato, questo saggio è davvero sorprendentemente illuminante e brillante. Che il buono fosse nemico del meglio è infatti risaputo; ma che ci fossero così tanti fattori umani nella ricerca dell’eccellenza (e così poca tecnologia e strategia) è stata per me una vera e propria scoperta.

Grazie ad un ricerca metodica e approfondita che ha preso in esame migliaia di aziende quotate a Wall Street, Jim Collins, economista molto noto negli USA, riesce a dare una speranza anche all’azienda più mediocre della Terra: diventare eccellenti si può.

Primo mito da sfatare: per esserre eccellenti non serve un capo carismatico. Anzi, tendenzialmente è controproducente. I migliori CEO, infatti, non hanno forti personalità e non hanno l’allure delle celebrità: sono invece silenziosi e riservati, quasi timidi; sono un misto di grande umiltà personale e enorme volontà professionale. Questi leader hanno obiettivi aziendali, non personali. Perseguono con determinazione feroce la via dell’eccellenza, accollandosi le responsabilità quando le cose vanno male e attribuendo ai collaboratori i meriti. Al contrario, i CEO con forti ego legano il successo aziendale a se stessi, creando malsane dipendenze tra performance aziendali e affermazione personale. Continua a leggere