Archivi categoria: Seo Copy

Scrittura per i Motori di Ricerca

Google +1 per i siti web è arrivato

Google plus 1Google ha finalmente rilasciato il bottone Google +1 per i siti web, dando pertanto un senso compiuto al proprio progetto di introdurre le connessioni sociali come uno dei fattori che determinano il posizionamento su Google. Parte dei dubbi e delle domande che mi ero posto su Google +1 vengono pertanto fugati: raccogliere le informazioni in SERP ha davvero poco senso, mentre ora, con l’indroduzione dell’equivalente del Like di Facebook la cosa si fa più interessante. Continua a leggere

SEO Copywriting: 10 semplici consigli per raccogliere attenzione e link

Su un certo numero di blog si parla di come scrivere testi e titoli in ottica SEO. Inserire parole chiave pertinenti, curare la headlines, dividere tutto per paragrafi sembrano i consigli più frequenti. Ma passiamo a fare qualche esempio pratico ed a suggerire qualeche dritta concreta per affrontare ed imparare l’apparentemente facile arte del SEO copywriting. Continua a leggere

Come cambia la SEO con Google Panda

Google PandaForse sono l’ultimo a parlarne, visto che Google Panda è stato lanciato a fine febbraio, tuttavia ho volutamente lasciato passare qualche tempo per veder depositarsi il polverone che si è alzato dopo il lancio e vedere come questo cambio di algoritmo abbia veramente cambiato la SEO.

Per molti osservatori e SEO italiani ed internazionali Google Panda (o Farmer’s Update) ha significato sostanzialmente la fine delle Content Farm: siti web creati esclusivamente sul posizionamento SEO con testi di scarsa qualità, spesso brevi e non di rado trabboccanti di pubblicità. In realtà Google Panda cambia significativamente l’algoritmo di Google e di conseguenza cambia la prospettiva della SEO. Ecco le mie personalissime conclusioni: Continua a leggere

Dubbi e domande su Google +1

Non credo sia ancora chiaro se Google +1 sia il social network del gigante di Mountain View sul quale si specula ormai da parecchi mesi. Alcuni dicono si tratti semplicemente di un “social layer”, e che il social network vero e proprio arriverà a metà 2011.

Integrare il network sociale di ciascun utente nei risultati di ricerca significa aumentare la rilevanza dei risultati stessi: il ranking dei risultati organici su Google non sarà quindi dato solo da parole chiave e autorità dei siti web (veicolata tramite link), ma anche dal “livello di gradimento” espresso soprattutto dai propri amici (e amici di amici) ma anche dalla popolazione web tutta.

Si potrebbe dire che il word of mouth entra nella Search, creando il cosiddetto Word of click. Le raccomandazioni di amici e conoscenti direttamente in SERP mentre si sta cercando attivamente. Continua a leggere

Il SEO non è più una strategia perseguibile per le start-up

Il parere di Chris Dixon, investitore americano abbastanza in vista nella Silycon Valley, è piuttosto tranchant: il SEO non può essere considerata una strategia per le start-up.

Traduco il suo intervento.

Molti siti informativi di successo di oggi, come Yelp, Wikipedia e Tripadvisor hanno basato la loro crescita iniziale fortemente sul SEO. La loro strategia di marketing (intenzionalmente o meno) era rozzamente la seguente:

  1. Costruisci una community di contributori che possano creare contenuto di qualità
  2. Diventa un sito autorevole che attragga link per gli argomenti coperti
  3. Ottimizza il sito per i motori di ricerca per essere ben visibile sulle SERPs.

Questo conduceva ad un circolo virtuoso per cui il SEO veicolava sempre più utenti, che generavano sempre più contenuti e sempre più link, che a loro volta generavano un miglior SEO. E così via. Indicativamente dal 2001 al 2008, il SEO è stato la migliore strategia marketing per i siti ricchi di informazione di alta qualità.

Parlo con molte start-ups e quasi nessuna tra quelle che ho conosciuto dopo il 2008 hanno ottenuto significativi risultati attraverso il SEO (le rare eccezioni tendono a focalizzarsi su aree di contenuti precedentemente non monetizzabili). Google mantiene il suo algortismo segreto, ma è ormai assodato che i link in entrata siano il fattore preminente nel posizionamento. Questo finisce con il premiare: Continua a leggere

Cosa si intende per qualità dei contenuti (forse)

Per accrescere la soddisfazione dei propri utenti, far generare un numero più alto di ricerche e vendere più clicks sugli annunci sponsorizzati, Google deve continuare a migliorare il proprio algoritmo per il ranking dei risultati organici. In altre parole, se vuole vendere più AdWords deve avere risultati organici soddisfacenti.

Il problema è che gli SPAMMER sono sempre più agguerriti, poichè i fatturati delle aziende passano sempre di più dai link blu dei risultati di ricerca dei motori. Dopo gli interventi sui link a pagamento e sui siti scraper ora è la volta delle content farms. Un cambiamento all’algoritmo molto impattante (il 12% delle ricerche online negli USA) che metterà al tappeto numerose aziende che vivevano di SEO. Continua a leggere

Google diventa sempre più Social

L’attività dei tuoi amici su Twitter, Flickr e su altri social media (ma per ora non facebook) sarà molto presto visibile sui risultati di ricerca di Google, e avranno impatto su come le pagine vengono posizionate. Google ha annunciato ieri un’espansione della propria Social Search che a breve sarà visibile a cominciare da Google.com. Continua a leggere

Michael Arrington: Google Search fa schifo

La qualità dei risultati di ricerca di Google fa shifo?

La qualità dei risultati di ricerca di Google fa schifo?

Un decennio fa provai Google per la prima volta. Come dissero tutti, sembrava magico – i risultati che volevo erano sempre là in cima. Per quelli che avevano usato per anni AltaVista si trattava di un’esperienza molto piacevole. Coloro che hanno vissuto la rete prima dell’avvento di Google sanno esattamente di che cosa sto parlando. Google era semplicemente perfetto, faceva molto bene il suo dovere.

Poi qualcosa è cambiato, lentamente nel corso degli anni, che ci ha riportato in quella sensazione precedente all’avvento di Google. La Google Search offre davvero una cattiva user experience in generale. Le ricerche di viaggi, ad esempio, sono una barzelletta, e start up come Gogobot sono spuntate proprio per offrire un servizio migliore. Quando cerco un buon hotel per i miei viaggi scappo subito da Google e vado su Tripadvisor e Gogobot. Continua a leggere

I modelli di produzione di contenuti

Ultimamente si fa un gran parlare di contenuti sul Tagliablog ed in giro per la Rete. Come deve essere la qualità, quali argomenti meritino di essere trattati, chi stabilsce l’autorevolezza di chi scrive.

Credo che esistino vari tipi di editori online, spesso che hanno finalità e modelli totalmente diversi. Tutto sta a stabilire se e come siano sostenibili. Nel commenti al post del Tagliablog che metteva in luce i punti chiave del modello di FanPage.it, alcuni lettori hanno criticato il progetto, adducendo scarsa qualità (dovuta ai bassi investimenti in contenuti, si ipotizzava €3 a pezzo) che causa un alto bounce rate, eccessiva ossessione per i contenuti molto trafficati e SEO oriented (megaupload, streaming ecc.. legati ai nomi di film) e poca anima editoriale, ovvero un progetto molto cinicamente rivolto alla domanda. Continua a leggere

I nuovi imperativi di Google sono geolocalizzazione e AdWords

Le ultime modifiche alla SERP di Google mi paiono tutte abbastanza riconducibili ad un paio di denominatori comuni: ridurre il numero di ricerche da far performare agli utenti e monetizzare di più un volume di ricerche inferiore. In altre parole, si accorcia il funnel di ricerca, mettendo l’utente nelle condizioni di fare meno clicks per raggiungere il proprio scopo finale grazie a risultati sempre più pertitenti, completi e ricchi; e, possibilmente, si cerca di stimolare il click sugli ads. Continua a leggere