Vuoi avere successo nel lavoro e nella vita? Scopri la Wine Bar Theory

Ho acquistato questo libretto d’impulso, senza pensarci troppo. Ed è stato bello scoprire che non era tutto fumo e niente arrosto.

The Wine Bar Theory si basa su un assunto molto semplice: se lavori tanto, probabilmente stai lavorando male. Se invece lavori bene, avrai senz’altro tempo da dedicare ad altre attività, come quella di frequentare un Wine Bar, come fa l’autore, David Gilbertson.

Essere molto impegnati non significa essere produttivi. Al contrario, spesso significa essere inefficienti. Perchè ciò accade? Non perchè chi lavora tanto sia pigro, ma forse perchè il suo ruolo non è chiaro. O forse perchè le priorità aziendali non sono ben definite. Oppure potrebbe essere che chi dovrebbe prendere delle decisioni non le prende, lasciando che siano le persone di buona volontà a farsi carico di cose che non gli spetterebbero.

Sia che il lettore sia un businessman o un portiere le 28 regole auree di The Wine Bar Theory sono un bello stimolo a risparmiare tempo ed a cercare l’efficienza. Ne citerò qualcuna.

Keep it simple. Scrivi la tua mission in un minuto. Qui ed ora. Se non sei in grado di farlo, allora non hai chiaro in che business stai lavorando. Le persone odiano i ragionamenti complicati: si sentono stupide ed evitano il contatto con ciò che non hanno davvero capito.

Get a distinction. “Make what you do unique in a way customers will value. Then you can charge a price that reflects how much they appreciate the difference. The less distinctive you are, the more your prices and opportunities will be determined by others.

Invest in winning marketing. Le aziende sono spesso sospettose del marketing. Il motivo principale è che costa dei soldi, e che pensano che misurarne il ritorno sia complicato. Ma non è vero. Il marketing, in realtà, deve sottostare ad un’unica e semplice regola: se produce reddito allora è buono; se non lo produce, non funziona. Non ha nemmeno senso parlare di budget marketing: se una cosa funziona perchè limitare l’investimento?

Diventa più responsabile: distribuisci la responsabilità. Nel business le decisioni devono essere prese dalle persone che sono vicine al lavoro, non da dirigenti che pensano a tutt’altro. Se un dirigente vuole prendere tutte le decisioni, deve obbligatoriamente conoscere bene il lavoro, altrimenti farà solo danni. Se tutte le decisioni vengono prese dall’alto, i dirigenti non potranno mai assentarsi dal lavoro ed i dipendenti non saranno mai in grado di produrre un buon lavoro. I capi NON sono indispensabili. Indispensabili sono le giuste decisioni. Un buon capo è colui che incoraggia i propri dipendenti a prendere rischi, decisioni e responsabilità. Che garantisce sempre il proprio supporto e che condivide problemi e successi. Condividere le responsabilità renderà condivise tutte le scelte, anche quelle più difficili.

Cerca di migliorarti sempre. Assumi dipendenti più intelligenti di te. I manager spesso temono di perdere autorità assumendo giovani troppo svegli. Sono difficili da trovare, ma qualora dovessi trovarli assumili. Vedrai, si prenderanno più responsabilità di quello che dovrebbero. Evita come la peste le persone inadeguate: anche se costano poco, in realtà drenano un sacco di risorse. Il lavoro di una persona competente vale molto di più che 2 di 2 persone poco competenti. Le persone competenti fanno le cose velocemente e bene. La competenza fa recuperare tempo, ovvero efficienza e, quindi, denaro.

Lead more, manage less. I migliori capi sono quelli che si sentono dei boss ma che sono umani con i loro team: parlano con i dipendenti, ne diventano amici. Ne parlano non in maniera ingessata e formale durante le riunioni, ma ogni giorno, mostrando la strada da seguire. Supportano le persone nelle loro performance. Rispondono alle loro domande. Sempre.

Un manualetto veloce e leggero, in stile anglosassone, ovvero diretto, semplice e scorrevole. Da leggere e non dimenticare. Ed ora tutti a sbronzarsi al bar!

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