Grazie Steve per la tua lezione

by Francesco Astolfi on 03/09/2011

Mentre il mondo si interroga sul futuro di Apple dopo l’uscita di scena di Steve Jobs, e i fan di mezzo mondo si chiedono e se il prossimo iPhone 5 (ma anche il prossimo iPad 3) sarà davvero fenomenale come i predecessori, sono andato a recuperare il discorso di Jobs tenuto alla cerimonia di laurea di Stanford nel 2005. Tanti hanno scritto fiumi di parole sulle sue capacità visionarie, sulla sua attenzione maniacale ad design, sulla potenza iconica della sua figura di CEO. Quasi nessuno ha invece parlato dell’uomo, delle debolezze, delle ricadute e delle risalite. Che ora lascia la guida dell’azienda che ha fondato e tanto amato con la stessa profonda amarezza con cui farebbe più semplice degli imprenditori di provincia. E allora ho recuperato quel discorso, così maledattamente perfetto, pulitissimo concettualmente, immaginifico nel potere evocativo. Esattamente come un prodotto Apple.

Una lezione di vita, raccontata con l’umiltà dei grandi, che vale molto più della capitalizzazione di borsa di Apple. Da ascoltare e riascoltare.

Sono onorato di essere qui oggi alla cerimonia di laurea di una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato. A dire il vero, questo è la cosa più vicina alla laurea che abbia mai fatto. Oggi voglio raccontarvi 3 storie che riguardano la mia vita. Tutto qui, niente di straordinario. Solo 3 storie.

La prima storia racconta di come unire i puntini.

Ho lasciato il Reed College dopo i primi 6 mesi, anche se ho frequentato quell’università per circa altri 18 mesi prima di lasciarla definitivamente. Perchè l’ho lasciata?

Tutto è cominciato prima che della mia nascita. La mia madre naturale era giovane, studentessa non sposata, che decise di mettermi in adozione. Pensava fortemente che avrei dovuto essere adottato da una coppia laureata, cosicchè tutto era stato predisposto perchè venissi adottato da un avvocato e da sua moglie. Eccetto il fatto che quando sono sbucato fuori decisero all’ultimo minuto che avrebbero preferito una femmina. Così i miei genitori, che erano in lista d’attesa, ricevettero una telefonata nel cuore della notte: “Abbiamo un bambino disponibile da ora, lo volete?”. Risposero: “Certo”. La mia madre naturale scopri successivamente che mia madre non si era mai laureata e che mio padre non aveva mai finito la scuola superiore. Rifiutò di firmare le carte per l’adozione. Ma pochi mesi dopo cedette, quando i miei genitori promisero di mandarmi all’università.

17 anni dopo andai all’università. Ma ingenuamente scelsi una università che era costosa quasi come Standford, e tutti i risparmi dei miei genitori venivano spesi nella retta universitaria. Dopo 6 mesi non riuscivo a vedere valore nell’università. Non avevo idea di che cosa fare della mia vita e non sapevo come l’università mi avrebbe aiutato a scoprirlo. E così spendevo tutti i soldi che i miei genitori avevano risparmiato nella loro vita intera. Così decisi di lasciare credendo che tutto sarebbe andato bene. Avevo paura in quel momento, ma se mi guardo indietro è stata la miglior decisione che abbia mai preso. Il minuto dopo aver lasciato, avrei potuto evitare i corsi che non mi interessavano e seguire invece quelli che mi interessavano davvero.

Ma non c’era nulla di romantico. Non avevo un posto in cui dormire, così dormivo sul pavimento dell’appartamento dei miei amici, mangiavo con i soldi che racimolavo raccogliendo le bottiglie di coca cola a 5 centesimi, e camminavo 7 miglia ogni domenica sera per mangiare decentemente almeno una volta alla settimana all’Hare Krishna. Amavo questa vita. E molto di quello che ho imparato seguendo la mia curiosità ed intuizione si è rivelata essere senza prezzo più tardi nella mia vita. Lasciatemi fare un esempio. In quel periodo Reed College offriva probabilmente la miglior istruzione di calligrafia del Paese. In tutto il campus ogni poster, ogni etichetta di ogni armadietto era meravigliosamente scritto a mano. Poichè avevo lasciato l’università e non dovevo seguire i corsi normali, decisi di seguire il corso di calligrafia. Ho imparato a conoscere i caratteri tipografici serif e san serif, a capire come variare la quantità di spazio tra differenti combinazioni di lettere, a capire che cosa rende grande la tipografia. Era bello, affastinante, sottilmente artistico, in quel modo che la scienza non può catturare.

Nulla di questo aveva la minima speranza di avere un’applicazione pratica nella mia vita. Ma 10 anni dopo, quando stava disegnando il primo Macintosh, mi tornò estremamente utile. Fu il primo computer con una bella tipografia. Se non avessi mai frequentato quel corso, il Mac non avrebbe mai avuto tanti caratteri tipografici, o fonts spaziati proporzionalmente. E dal momento che Windows ha semplicemente copiato il Mac, è probabile che nessun computer al mondo gli avrebbe mai avuti. Se non avessi mai lasciato l’università, non avrei mai seguito quel corso di calligrafia, ed i PC non avrebbero potuto mai avere i meravigliosi caratteri tipografici che hanno. Certamente quando ero all’università era impossibile unire i puntini guardando in prospettiva. Ma fu estremamente chiaro unire i puntini guardandomi indietro 10 anni dopo.

Ancora: non si può ricomporre il puzzle della vita guardando avanti, ma solo guardandosi indietro. E allora dovete aver fiducia che il puzzle si ricomporrà in qualche modo nel futuro. Dovete credere in qualcosa – la vostra pancia, il destino, la vita, il karma o qualsiasi altra cosa. Questo approccio non mi ha mai lasciato andare giù, ed ha fatto davvero la differenza nella mia vita.

La mia seconda storia riguarda l’amore e la perdita

Sono stato fortunato – ho scoperto che cosa amavo fare molto presto nella mia vita. Io e Woz creammo Apple nel garage dei miei genitori quando avevo 20 anni. Lavorammo duramente, e dopo 10 anni Apple era diventata un’azienda da 2 miliardi di dollari e oltre 4000 dipendenti. Il nostro prodotto più bello, il Macintosh, era stato lanciato un anno prima che compissi 30 anni. Anno in cui fui licenziato. Come può essere licenziato dall’azienda che hai fondato? Apple cresceva e avevamo assunto persone che potessero dirigerla assieme a noi con sapienza. Per il primo anno le cose andarono bene. Ma poi le nostre visioni del futuro hanno cominciato a divergere e alla fine abbiamo avuto uno scontro. Quando abbiamo fatto il nostro Consiglio di Amministrazione si schierò con lui. Quindi, a 30 anni ero fuori. E molto pubblicamente fuori. Quello che era stato al centro della mia vita adulta era andato, ed fu davvero devastante.

Per alcuni mesi non sapevo davvero cosa fare. Sentivo che avevo deluso la precedente generazione di imprenditori – che avevo lasciato cadere il testimone mentre veniva passato a me. Incontrai David Packard e Bob Noyce e tentai di scusarmi per aver rovinato tutto così malamente. Sono stato un fallimento pubblico, e ho anche pensato di scappare via dalla Silicon Valley. Ma qualcosa lentamente cominciò a crescere in me – amavo ancora quello che avevo fatto. L’evolvere degli eventi con Apple non avevano cambiato il mio amore. Ero stato respinto, ma ero ancora innamorato. E così ho deciso di ricominciare da capo.

Io non lo vedevo allora, ma l’essere stato licenziato da Apple si rivelò essere la cosa migliore che potesse succedermi. La pesantezza del successo era stata rimpiazzata dalla leggerezza di essere di nuovo un debuttante, senza più certezze su tutto. Mi rese libero di entrare in uno dei periodi più creativi della mia vita.

Durante i seguenti cinque anni, ho iniziato una società chiamata NeXT, un’altra società chiamata Pixar, e mi innamorai della donna meravigliosa che sarebbe poi diventata mia moglie. Pixar è evoluta, fino a creare il primo film d’animazione digitale, Toy Story, ed è ora lo studio di animazione di maggior successo al mondo. In uno straordinario capovolgersi di eventi, Apple ha comprato NeXT, sono tornato ad Apple e la tecnologia sviluppata da NeXT è al centro dell’attuale rinascimento di Apple. E Laurene e io abbiamo messo su una meravigliosa famiglia.

Sono sicuro che niente di tutto questo sarebbe successo se non fossi stato licenziato da Apple. E ‘stata una medicina molto amara, ma credo che il paziente ne avesse bisogno. A volte la vita ti colpisce in testa con un mattone. Non perdete la fede. Sono convinto che l’unica cosa che mi faceva andare avanti sia stata la convinzione di amare quello che facevo. Dovete trovare quello che amate. E questo vale sia per il vostro lavoro che per i rapporti umani. Il vostro lavoro riempirà buona parte della vostra vita, e l’unico modo per essere veramente soddisfatti è fare quello che riterrete un buon lavoro. E l’unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che fate. Se non l’avete ancora trovato, continuate a cercare. Non accontentatevi. Come per tutte le questioni di cuore, saprete quando lo troverete. E, come tutte le grandi storie, diventerà sempre migliore mano a mano che gli anni passano. Quindi continuate a cercare finché non lo trovate. Non accontentatevi.

La mia terza storia parla invece di morte.

Quando avevo 17 anni lessi una citazione che suonava più o meno così: “Se vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo, un giorno avrai sicuramente ragione”. Ha avuto una grande influenza su di me, e da allora, per gli ultimi 33 anni, mi sono guardato allo specchio ogni mattina e mi sono chiesto: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, farei quello che sto per fare oggi?”. E ogni volta che la risposta è stata “No” per troppi giorni di fila, sapevo che dovevo cambiare qualcosa.

Ricordarsi che si morirà presto è lo strumento più importante che abbia mai incontrato per aiutarmi a fare le grandi scelte della vita. Perché quasi tutto – tutte le aspettative degli altri, tutto l’orgoglio, tutti i timori e gli imbarazzi dei fallimenti – semplicemente svaniscono di fronte alla morte, lasciando solo ciò che è veramente importante. Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore che conosco per evitare la trappola di pensare di avere qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non vi è alcun motivo per non seguire il proprio cuore.

Circa un anno fa mi è stato diagnosticato un cancro. Ho fatto l’ecografia alle 7:30 del mattino, e ha mostrato chiaramente che avevo un tumore nel mio pancreas. Non sapevo nemmeno cosa fosse un pancreas. I medici mi dissero che questo era quasi certamente un tipo di cancro incurabile, e che mi sarebbero rimasti non più di 3-6 mesi di vita. Il mio medico mi consigliò di andare a casa e di mettere in ordine i miei affari personali, che è quello che dicono i medici a chi deve prepararsi a morire. Il che significa cercare di insegnare ai propri figli tutto quello che hai imparato in pochi mesi anzichè in 10 anni. Significa assicurarsi che tutto sia organizzato in modo che sia il più indolore possibile per la tua famiglia. Significa dire i propri addii.

Tutto il giorno non ho pensato ad altro che a quella diagnosi. Più tardi quella sera ho effettuato una biopsia, cioè mi hanno infilato un endoscopio giù per la gola, attraverso lo stomaco e l’intestino; hanno inserito un ago nel mio pancreas per catturare poche cellule dal tumore. Ero sotto sedativi, ma mia moglie, che era lì, mi ha detto che quando hanno visto le cellule al microscopio i dottori iniziato a piangere perché si è rivelato essere una forma molto rara di cancro al pancreas che è curabile solo chirurgicamente. Ho fatto l’intervento chirurgico e adesso sto bene.

Questo è stato certamente il punto di contatto più vicino con la morte, e spero che rimanga l’unico per almeno qualche decennio ancora. Avendolo vissuto, adesso posso dirlo a voi con maggiore certezza rispetto a quando la morte era per me un concetto puramente intellettuale:

Nessuno vuole morire. Anche le persone che vogliono andare in paradiso non vogliono morire. Eppure la morte è la destinazione che noi tutti condividiamo. Nessuno è mai sfuggito. E questo è come dovrebbe essere, perché la Morte è molto probabilmente la più grande invenzione della Vita. E’ un formidabile agente al cambiamento. Spazza via il vecchio per far posto al nuovo. In questo momento il nuovo siete voi, ma un giorno non troppo lontano da oggi, diventerete gradualmente il vecchio e verrete eliminati. Mi dispiace essere così drammatico, ma è la verità.

Il tempo è limitato, quindi non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro. Non fatevi intrappolare dai dogmi – che vuol dire vivere seguendo le convinzioni di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore. E, cosa più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo sanno già che cosa volete realmente diventare. Tutto il resto è secondario.

Quando ero giovane, c’era una pubblicazione stupefacente chiamata The Whole Earth Catalog, che era una delle bibbie della mia generazione. E ‘stato creato da un tizio di nome Stewart Brand non molto lontano da qui a Menlo Park, e lo ha portato alla luce con il suo tocco poetico. Questo è stato alla fine degli anni 1960, prima dei personal computer e del desktop publishing, quando tutto era fatto con macchine da scrivere, forbici e foto polaroid. Era una specie di Google in formato cartaceo tascabile, 35 anni prima che Google arrivasse: era idealistico, e pieno di intuizioni e grandi nozioni di vita.

Stewart e il suo gruppo pubblicarono vari numeri di The Whole Earth Catalog, e poi, quando aveva ultimato le uscite, hanno pubblicato un numero finale. Era la metà degli anni 1970, e avevo la vostra età. Sul retro della copertina del numero finale c’era una fotografia di una strada di campagna di prima mattina, uno di quei paesaggi che si ammirano se foste così avventurosi da viaggiare in autostop. Sotto la foto c’erano le parole: “Stay Hungry Stay Foolish.”, “Rimanete Affamati, Rimanete Pazzi”. Era il loro messaggio di addio per la loro uscita di scena. Stay Hungry. Stay Foolish. E me lo sono sempre augurato a me stesso. E ora, dal momento che vi laureate per cominciare una nuova vita, lo auguro a voi.

Stay Hungry. Stay Foolish.

Grazie a tutti.

 

Potrebbe interessarti anche:

{ 2 comments… read them below or add one }

niccox 7 settembre 2011 alle 10:14 am

condividi la mia opinione che questo sia uno dei “speech” che abbia mai visto/letto.

Ci sono persone che riescono a dare una carica incredibile al loro pubblico.
Il successo di Jobs risiede nella sua umanità, nel suo carisma e nel sua incredibile forza comunicativa.

Un uomo può cadere, ma se ha convinzione nelle sue idee non potrà mai essere sconfitto.

Replica

Andrea Alpha 1 ottobre 2011 alle 7:24 pm

Tre messaggi dal valore inestimabile per tutti coloro che si arrendono, tentano di attribuire la colpa degli insuccessi all’esterno, smettono di credere nelle proprie inclinazioni, distorcono la realtà in modo negativo, evitano di assaporare pienamente la vita… ossia la maggioranza di noi!

Consiglio di riguardare questo discorso in momenti diversi della propria vita: ogni volta sarà come ottenere una nuova spinta… incredibile!

Replica

Leave a Comment

Previous post:

Next post: