Il 14 Maggio si è svolto l’Ecommerce Forum organizzato da Netcomm, durante il quale sono stati presentati i più recenti trend dell’ecommerce italiano ed europeo, con numerosi dati ed analisi sul mondo delle vendite online.
Cercherò in questo post di riassumere i principali dati, o almeno quelli che secondo me risultato essere i più significativi. Chiedo scusa per la schematicità delle informazioni qui sotto riportate, ma si tratta solo di alcuni spunti e riflessioni sparse.
Nel 2008 la banda larga in Italia si è attestata ad un 31%, su una media EU del 52% (in UK siamo al 62%). Considerando che le vendite online sono strettamente legate alla penetrazione della banda larga, le lacune nella copertura rallentano ancora molto lo sviluppo.
I giovani sono assidui consumatori online (in Italia il 54% ha meno di 35 anni).
Solo l’1% degli Europei (6% degli Italiani) ha percepito problemi connessi alla sicurezza nei pagamenti. Il problema sicurezza è pertanto quasi del tutto risolto.
Gli e-retailer devono agire su 4 leve per migliorare la propria offerta on line e accrescere la customer satisfaction:
- Merchandise – avere disponibilità e varietà di assortimento è un must
- Funzionalità – l’attenzione all’Usabilità ed all’accuratezza delle informazioni è un fattore di successo
- Contenuti – Qualità ed originalità sono molto importanti.
- Prezzo – Competitività sul prezzo: risulta essere ancora fondamentale la leva del prezzo.
Ecco ora i risultati dell’Indagine 2009 sul consumatore italiano – Netcomm – GFK Eurisko:
il 35% degli utenti dichiara che probabilmente o certamente NON faranno acquisti online. Tra le motivazioni principali, la preferenza del contatto diretto con il negoziante ed il divertimento che se ne trae da tale rapporto. “Solo” al terzo posto sono state citate le problematiche sulla sicurezza; seguono poi la difficoltà nel protestare ed i problemi relativi alla privacy.
Ciò che trattiene dal fare acquisti online è invece soprattutto la mancanza di reale convenienza rispetto il mondo offline ed la mancanza di chiarezza nella descrizione dei prodotti.
Nei metodi di pagamento, aumenta esponenzialmente l’apprezzamento per la carta prepagata.
Aumenta il tempo speso online, soprattutto sui social media. Questi ultimi vengono sempre più utilizzati per l’infocommerce, soprattutto per confrontare e verificare le informazioni fornite dalle aziende, e per capire come anche gli altri utenti utilizzino il prodotto e che tipo di esperienza concreta abbiano avuto. Di contro, il parere di altri utenti sono però difficili da valutare, poichè tali pareri potrebbero non essere in linea con le proprie necessita’, gusti, preferenze ed abitudini.
Sono 5,6 milioni gli italiani che hanno acquistato almeno una volta online, ma il mercato poteziale attuale è di 7,7milioni (su 19,6 milioni di internauti).

Per quanto riguarda gli acquirenti online, le aree di vantaggio dei siti e-commerce rispetto ai canali di vendita fisici che sono state citate troviamo: prezzi migliori, risparmio di tempo, praticità, maggiore scelta di prodotti, piacevolezza e personalizzazione. Alla fine della lista troviamo assistenza pre e post vendita.
Al contrario, i potenziali clienti online citano le seguenti aree di vantaggio dei canali tradizionali rispetto a quelli online: assistenza pre e post vendita, maggiore comprensione dei prodotti, personalizzazione e piacevolezza d’acquisto. Alla fine della lista abbiamo il prezzo e il risparmio di tempo.
Positivi anche i dati sul social commerce: sia gli utenti che acquistano regolarmente online, sia i potenziali dichiarano che sarebbero abbastanza interessati a sapere automaticamente se i loro amici/ parenti/ conoscenti che hanno già effettuato acquisti su quel sito di commercio elettronico o prodotto che stanno prendendo in considerazione.
Ora qualche dato da parte dell’Osservatorio BtoC 2008 – School of Management Politecnico di Milano.
Come è possibile vedere dal grfico qui sotto, i settori del commercio elettronico in Italia hanno notevoli differenze di volumi di fatturato e di tassi di crescita.

Il turismo da solo conta il 55% delle vendite e la categoria dei servizi (turismo, assicurazioni, biglietteria, ricariche) vale ben il 68%.

Stabile il valore medio degli ordini in tutti i settori, così come l’incidenza sul fattorato degli operatori online puri (solo il 10% sono gli operatori multicanale). Il mercato online dei prodotti fisici è altamento sottosviluppato rispetto a US e EU, basti citare il fatto che nel settore food (nel quale l’Italia eccelle) sono 1 azienda su 10 distribuisce online.
Analizzando invece il primo trimetre 2009, il fatturato del commercio elettronico italiano non cresce sul q1 del 2008, con una lieve ma significativa flessione del turismo (-3%). L’osservatorio prevede tuttavia una crescita degli ordine del 10% a fronte di un calo di scontrino medio sul settore principale, il turismo (da €250 a €225). Continuaranno a crescere i settori meno sviluppati (abbigliamento, elettronica, editoria), così come le vendite all’estero (+20%).


