La mia pagella del BeWizard 2011

Io e Avinash (con ascella pezzata!)

Io e Avinash (con ascella pezzata!)

Venerdì e Sabato ho partecipato a Be Wizard, il corso di web marketing organizzato da Titanka, che vedeva sul palco alcuni bei nomi del web marketing internazionale. Per riassumere i key concepts e le mie personalissime impressioni non credo esista modo migliore se non quello di dare i voti. Ecco la pagella:

Avinash Kaushik. Voto: 10. Adoro sentirlo parlare, tenere in mano l’attenzione dell’audience, semplificare i concetti con una facilità irrisoria. Trovo che sia davvero fonte di ispirazione per tutti coloro che fanno web marketing per i suoi incoraggiamenti alla semplificazione della complessità della web analytics e per l’approccio al successo come frutto dell’aggregazione di tanti piccoli miglioramenti che si possono fare su qualsiasi sito web.

Devo dire che la maggior parte dei concetti non erano del tutto nuovi per me, dato che sono già stati sviscerati nel suo blog e presentati in presentazioni analoghe nei suoi altimi public speakings. Tuttavia è sempre un grande piacere tornare ai basics, farsi le domande che servono davvero (“Why does your webiste exist?”), focalizzarsi sulle microconversions (e non solo sulle macroconversions), sul lavoro che va fatto sul “Segment of discontents” (tramite velocissimi surveys), focalizzarsi sulla loyalty degli utenti e non sui risultati a breve termine (“build for a long love affair with your business, not for a dirt one-night stand”) e fare scelte di buon senso (evitare flash, scegliere corrette metriche e KPI a seconda degli obiettivi, lavorare sulla velocità di download).

Mi ha molto divertito anche il modo in cui ha distrutto Libero.it (il grande banner in overlayer sopra i contenuti significa che il portale vuole avere un orgasmo prima dell’utente!, esattamente al contrario di ciò che avviene con Groupon). Di certo d’ora in poi implementerò le famose 3 grandi domande da rivolgere agli utenti.

Avinash Kaushik

Avinash Kaushik

Altro buon proposito che mi porto a casa è quello di dare un valore economico alle azioni che vengono compiute all’interno del sito, implementandolo su Google Analytics: ad esempio, raccogliere reviews apportano un incremento del valore del mio sito, economicamente quantificabile: perchè non valorizzarlo per metterlo a sistema con le altre valutazioni che vengono fatte per le macroconversioni? Contrariamente a quel che dicono alcuni osservatori, il ROI dei social media è e deve essere misurabile: blog, pagine facebook e twitter creano valore che si traduce spesso in risultati economici. E’ necessario tracciare i link ed il valore diretto ed indiretto di quel traffico; poi misurare cosa funziona e cosa no per allocare correttamente le risorse. Molto semplicemente, se non riesci a misurarlo, non lavorare sui social media.

Marcus Tandler. Voto: 8.

Marcus, un concentrato di energia

Marcus, un concentrato di energia

Non conoscevo affatto Marcus e devo dire che mi è piaciuto. Simpatico, estroverso, energico e con le sneakers oro fiammeggiante ha parlato di SEO e di come User Intent, CTR e bounce rate influiscano i posizionamenti. Riassumo brevemente il suo pensiero: i contenuti, i link ed una buona architettura del sito consentono di raggiungere la prima pagina su Google, dove poi la partita viene decisa dal comportamento degli utenti. I motori di ricerca hanno montagne di dati che riferiscono del grade di gradimento dei siti da parte degli utenti in maniera indiretta, ovvero tramite CTR, bounce rate e tempo sui siti. Sarebbero stupidi a non usarli per migliorare le SERPs. Bing ha confermato l’utilizzo di questi dati a scopo di miglioramento delle SERPs e Marcus ha portato qualche esempio per darne evidenza.

Consiglia pertanto di inserire le parole chiave nei title e nelle description e ottimizzare gli snippet in ottica call to action attraverso AdWords.

Niels Doerje. Voto: 7.

Bisteccone Niels on stage

Bisteccone Niels on stage

L’intervento del socio di Marcus sulla Universal Search mi è parso un po’ generico ed un po’ troppo didattico, tuttavia molto buono. Di rilievo l’importanza della qualità, della costanza di pubblicazione e delle sitemap per posizionarsi su Google News e Google Images. Nel secondo giorno ha invece parlato di Google Local / Google Maps. Su questo intervento ritengo di rilievo:

  • Ottimizzare anche per Google Earth
  • Il peso delle recensioni su Google HotPot è maggiore rispetto alle altre fonti
  • Le foto caricate su Panoramio hanno più peso rispetto alle altre fonti

Paolo Zanzottera. Voto: 8. Il CEO di ShinyStat mi ha colpito con un bell’intervento sui video come mezzo di comunicazione principe del web. Chiaro, preciso ed efficace, ha parlato della crescita esponenziale del consumo di video, dell’efficacità rispetto ad altre forme di comunicazione (un video viene ricordato dal 50% degli utenti contro un 10% dei testi), della componente virale o per meglio dire sociale dei contenuti video. Qualche breve dritta:

  • No autoplay
  • Lunghezza massima 1 minuto
  • Regola dei 10 secondi (focalizzarsi lì, perchè è lì che si perdono il 40% degli utenti)
  • Contenuti: editoriali, creativi o informativi
  • SEO friendly

Rand Fishkin. Voto: 10.

Se Avinash mi ha elettrizzato per l’approccio disarmante al web marketing Rand è stato quello che ha detto cose più sconvolgenti al BeWizard 2011. Ha fatto una bellissima carrellata sui fattori di ranking dal 1999 ad oggi. Dai fattori on-page, al page rank, all’anchor text. Per finire con i social signals.

I link, dove aver determinato la SEO dei siti web, hanno ora una minore importanza rispetto ai social signals: l’economia della reputazione e dei rapporti sociali si sostituisce a quella dei link. Il PageRank, e con esso il mercato oscuro della compravendita dei links, sta per volgere al tramonto, sostituito come metrica dall’autorevolezza sociale.
Il mestiere dei SEO stesso dovrà evolversi, proprio come avevo vagamente ipotizzato io: prevarrà il contenuto rispetto al lato tecnico. A questo proposito mi viene da sorridere ripensando a quando i SEO guru italiani non più tardi che solo qualche mese fa snobbavano l’impatto dei social media sulle SERPs, tacciandole come specchietti per le allodole che i rappresentanti di google creavano per confondere i webmasters del mondo.

Il problema è che i motori di ricerca, per rimanere al passo con i tempi, non solo devono cambiare i loro algoritmi ma anche cambiare modelli e paradigmi per l’applicazione degli algoritmi stessi. Il SEO deve essere inteso sempre meno a livello di pagina e sempre più a livello di dominio. Sempre meno a livello di link e sempre più a livello di branding. Il valore SEO di un sito è sempre meno connesso al lavoro di ottimizzazione tecnica e sempre più al contenuto ed al valore reale percepito dall’utente.

I social media stanno cambiando il mondo, l’economia, i mezzi di comunicazioni. Influenzano la politica, aiutano ad organizzare addirittura le rivoluzioni. Figurariamoci se Google non ha già pensato a come mettere i social dentro il proprio algoritmo.

E non è un caso che il Farmer/Panda Update non prenda minimamente in considerazione i link. Anzi, sono stati penalizzati anche siti fortissimi dal punto di vista degli inbound links. Al contrario ha preso in considerazione il contenuto, cioè il valore, dei siti. A questo proposito Rand asserisce che è probabile che sia stato l’analisi a livello di clickstream ad identificare le risorse di scarsa qualità (poi vagliate a mano dai quality raters).

Nella presentazione del secondo giorno, Rand ha calcato ancora di più sul lato social: l’inbound marketing è il futuro del web marketing, e creare contenuti che non sono attraggono links ma anche condivisioni sui social significherà conquistare le vette delle SERPs. E a me pare che il principale punto debole dell’algo di Google (la compravendita di links) non possa ricevere una batosta peggiore.

Fabio Sutto. Voto: 7,5. Il suo intervento ha messo un po’ di ordine alla corsa euforica con la quale le aziende si stanno approcciando ai social media. Ha sfatato alcuni miti ancora duri a morire (i social media sono gratis, nei social media non è possibile calcolare il ROI). Anche lui, come me, è fan di Oliver Blanchard, e già questo basta per starmi simpatico.

Ha portato anche qualche buon case history su come trovare la propria audience di riferimento targhetizzando i social media specifici in maniera creativa (l’agenzia di viaggio che propone ai lettori del Codice da Vinci su Anobii un viaggio tematico).

Panel turismo sulle recensioni. Voto: 3. Ho partecipato a più di uno di questa tipologia di panel e devo dire che sono sempre più surreali. Da un lato gli albergatori, che lanciano improperi ed epiteti inpronunciabili. Dall’altro i rappresentanti dei siti di recensioni, totalmente chiusi nelle loro posizioni e refrattari ad instaurare un dialogo aperto. Lo spettacolo è sconfortante: dopo una breve presentazione autopromozionale i rappresentati dei siti di recensioni si chiudono a riccio sul temi irrisolti, e dialogando con gli albergatori in maniera opportunistica solo sul tema della raccolta delle recensioni dei loro clienti. Questi NON sono social media e, se continuano con questo atteggiamento non avranno secondo me vita lunga. Su questo punto ci tornerà con un post dedicato, visto che mi pare un tema abbastanza spinoso e delicato.

Presentazione del corso di Robbins. Voto: 0. Odio le marchette, soprattutto nei contesti dove è molto difficile che possano funzionare, come questo. Promuovere il corso di Robbins ad una platea di liberi professionisti e appassionati che amano condividere il loro sapere sul web è semplicemente un autogol. Soprattutto quando quell’intervento non viene presentato per quel che è, ma per un contenuto dell’evento.

Passerella finale del Bewizard 2011

Passerella finale del Bewizard 2011

Organizzazione. Voto: 5. La rete wi-fi del primo giorno non ha retto nemmeno un minuto e, per un evento di web marketing con nomi di quel calibro, una rete adeguatamente dimensionata è più importante di qualsiasi altra cosa. Ipotizzando ricavi di circa €165.000 (300×550, senza contare i pasti e gli sponsor) sinceramente una buona rete mi pare il minimo. La qualità del cibo durante le pause pranzo ed i coffee break sono stati appena sufficienti. Il presentatore, Anthony Smith, pur essendo molto simpatico e carismatico, difettava dal punto di vista tecnico, rendendo le sezioni Q&A poco professionali. Dopo aver assistito all’evento, inoltre, non mi è stato chiaro quale fosse il target audience di riferimento: albergatori, esperti di web marketing o aziende? Ho sentito qualche opinione da parte delle persone più qualificate non troppo entusiasmante sul taglio quasi mai avanzato degli interventi.

43 pensieri su “La mia pagella del BeWizard 2011

  1. Pingback: Be Wizard 2011 – impressioni a caldo | Michela Simoncini - ComùnicaTI

  2. michela simoncini

    Ciao Francesco, complimenti per la classifica, mi piace un po’ cattivella! :) Per “premiarti” ti ho linkato nel mio post, così quando avrò bisogno di rileggerti saprò ritrovarti facilmente! A presto!

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  3. Pietro

    Complimenti per l’analisi molto puntuale e precisa.

    Concordo sul fatto che l’organizzazione non sia stata il massimo…e penso che 5 sia anche troppo.

    Per quanto riguarda Avinash, 10 per la presentazione e lo stile con cui tiene il palco ma per i contenuti purtroppo nulla di nuovo rispetto a quello che ha gia detto in altre occasioni.

    Penso inoltre che, almeno nella sala Turismo, i contenuti sono stati tenuti abbastanza basilari, forse a causa del target della sala (60/70% albergatori)…

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    1. Francesco Astolfi Autore articolo

      Ciao Pietro, concordo sul rilievo che hai fatto circa il livello non troppo alto degli interventi, sopratutto nella sala Turismo. Penso che Rand e Avinash siano un valore aggiunto che gli albergatori non abbiano saputo apprezzare (come è giusto che sia). Probabilmente sarebbe stato più giusto separare le sale in basic e advanced per sfruttare a pieno il potenziale dei due relatori.

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  4. seoline

    fa piacere leggere una recensione cosi’ lunga su questo evento.
    Io non ci sono stato, e ora che la leggo non mi pento di questo. Semplicemente dopo aver letto un twitt che diceva “Email e fax raccolti sul web non possono essere usati per il marketing #bewizzard2011″ Mi sono detto, pago per queste informazioni 400€ ? E’ abbastanza sciocco sentire certe informazioni quando è il ABC del seo, o del marketing.

    Del resto, comunque è una cosa bella, eventi di questo genere devono essere piu’ presenti in italia.

    mark, seoline

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    1. Francesco Astolfi Autore articolo

      Ciao Seoline, grazie per il tuo commento.

      Non sono d’accordo con quanto dici: il livello era sostanzialmente molto buono e non puoi giudicare da qualche tweet tolto dal suo contesto. Ovvio, dipende molto dal livello personale e dalle aspettative, tuttavia ritengo che i soldi in formazione siano tra quelli spesi meglio. Se non altro per aprire la mente e tastare il polso al mercato.

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  5. Anna Bruno

    Ciao Francesco, complimenti per il post (avrei voluto scriverlo io:-)) Ho partecipato all’evento e sottoscrivo tutto quello che tu hai scritto. Ciao, Anna

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  6. Fabio Sutto

    Ciao Francesco,

    per prima cosa grazie per il report sull’evento e per il voto che mi hai dato.

    Per quanto riguarda l’organizzazione posso solo dire che stiamo già pensando a come migliorare, e a come evitare che certe “sbavature” si verifichino nelle prossime occasioni.

    Purtroppo l’elemento wi-fi era imprevedibile: nel senso che è stata acquistata (e a caro prezzo) della connettività appositamente per l’evento (4Mb garantiti in donwload e upload, mica robetta, insomma non era quella dell’albergo) ma c’è stato un problema irrisolvibile (a quanto pare) di conflitto di frequenze con le cuffie per la traduzione simultanea…siamo i primi ad essere rimasti colpiti da questo andirivieni della rete.

    Per quanto riguarda il panel sulle recensioni online invece lo difendo perchè l’ho fortemente voluto io, e l’ho voluto in quanto ero molto interessato e agli aspetti legali: possiamo anche raccontarcela per ore su cosa sia eticamente giusto oppure no, ma la legge mette un punto fermo su cosa sia consentito…e quindi alle discussioni.

    Ad esempio oggi sappiamo che l’anonimato delle recensioni non è difendibile in base alla legge italiana, devono essere veritiere e qualunque albergatore che si senta legalmente colpito ha gli strumenti per tutelarsi con efficacia.

    Sono emersi altri punti fondamentali sugli aspetti legali, cosa mai avvenuta sino ad oggi in dibattiti di questo genere, e posso già prevedere che probabilmente nei prossimi dibattiti in eventi simili, non avrà più senso fare a meno di un legale specializzato.

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    1. Francesco Astolfi Autore articolo

      Ciao Fabio,
      grazie per tuo commento, davvero apprezzato.

      La critica al panel sui siti di recensioni non era all’idea, di per sè molto interessante. Nè tantomento ai “moderatori”, che hanno fatto il possibile. Era ai relatori: chiusi, ambigui, autoreferenziali. Non ti dico cosa hanno detto gli albergatori in mezzo al pubblico. In quel contesto erano loro che chiedevano delle risposte. Per una volta erano loro gli utenti da soddisfare (non i viaggiatori).

      Sarebbe stato meglio non invitare i rappresentare i siti di recensioni e fare una sessione SOLO con gli avvocati. Dico davvero. Cmq ci tornerò sul tema molto presto con un post ad hoc!

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  7. Anna Bruno

    Ciao Fabio, scusa se mi inserisco nel discorso. Credo che non sia facile realizzare un evento di questo tipo ma ci sono davvero diverse cose da limare. Su tutte mi sento di dire che non era ben definito il livello degli interventi. Sono stata in aula Turismo e ho trovato molte presentazioni di livello troppo “superficiale”. La cosa buffa è che ho sentito diversi albergatori lamentarsi del livello troppo tecnico. Credo che questo sia un punto importante per il prosieguo della manifestazione che comunque raccoglie il mio consenso su altri punti come, per esempio, gli ospiti internazionali di spessore. Concludo sul discorso pranzo, pernottamento, etc. Mi ha dato personalmente fastidio notare che gli organizzatori hanno fatto “la cresta” su qualcosa che avrebbe dovuto essere vantaggioso per il corsista che comunque partecipa ad un evento a pagamento. Ciao, Anna

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  8. Fabio Sutto

    @seonline non sono in grado di contestualizzare la frase che citi, non so chi l’abbia detta e in quale occasione.
    Ad ogni modo posso dire con certezza che se basi il tuo giudizio sul livello dell’evento su quella frase questo è totalmente fuorviato.
    Alla prossima occasione sto pensando che potremmo prevedere un certo numero di ticket “soddisfatto o rimborsato”, sarai il primo ad esserne messo a conoscenza :)

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  9. Fabio Sutto

    Ciao Anna e e grazie anche a te per il feedback:

    sul discorso hotel purtroppo non sono informato (io addirittura mi sono spostato altrove perchè il BW era fully booked), cercherò di saperne di più.

    Sulla questione “troppo semplice/troppo avanzato” rinvierei alla risposta che ho dato nel blog di Michela
    http://www.comunicatestesso.com/2011/03/13/be-wizard-2011-impressioni-a-caldo/#comments

    In parte comunque concordo…ma è una faticaccia riuscirci: purtroppo devo ancora assistere ad un evento di queste dimensioni (550+ persone) dove non ci fossero lamentele di questo tipo.

    Per quanto riguarda commenti e suggerimenti abbiamo aperto un apposito thread qui

    http://www.facebook.com/topic.php?uid=157826037580804&topic=416

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  10. Silvia

    Bell’articolo. Sono d’accordo con le tue valutazioni. Però all’organizzazione darei almeno un 6 per la buona volontà di organizzare un evento di questo tipo, anche solo per il fatto di aver portato in Italia, esperti del settore come somo Rand Fishkin e Avinash!
    Io esco soddisfatta dalle due giornate! :)

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    1. Francesco Astolfi Autore articolo

      Ciao Silvia, grazie il tuo commento!
      Anche io sono soddisfatto delle due giornate, tuttavia il wifi mi pare abbastanza grave. Ricordo male o anche tu compulsavi PC e iPhone alla disperata ricerca della rete?!? ;)

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      1. Silvia

        Si hai ragione, il primo giorno infatti non avevo pace! Ero un po’ scocciata per il fatto che il wifi non funzionasse bene.
        Però poi il secondo giorno non ci sono stati problemi, almeno nella sala business. :D

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  11. michela simoncini

    Ciao a tutti,
    come ho avuto modo di dire anche io sul mio resoconto, credo che si sia fatta un po’ di confusione tra i partecipanti: è ormai appurato che albergatori e operatori del settore web marketing vadano tenuti separati! Speech con tagli diversi, relatori diversi (anche italiani… e non lo dico perchè non comprendo l’inglese ;P ), profondità diverse. Al momento dell’iscrizione, mi immagino, si possano scegliere i vari pacchetti, magari con una semplice survey, come suggerisce Avinash.
    Mi permetto di fare anche una piccola critica per quanto riguarda la questione camere. Io non ho dormito al Best Western: invece di offrire una tariffa di cortesia ai partecipanti al congresso, le camere costavano di più del normale e questo sinceramente mi sembra un po’ scorretto…

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  12. nelli

    Concordo con i voti sui relatori :-)
    Hai scritto una sintetica ma efficace valutazione.
    Hai assistito anche a qualche speech nell’area business? Secondo me molto brava e simpatica anche Hannah Smith.

    ciao
    elena

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  13. Anna Bruno

    @Michela Simoncini Concordo sul discorso delle camere. Io ho dormito al Best Western ed ho prenotato direttamente sul sito dell’hotel in due battute. All’inizio non avevano disponibilità per giovedì, quindi ho prenotato due pernottamenti per una doppia spendendo (190 euro). Qualche giorno dopo ho richiamato, la camera del giovedì era disponibe ed ho prenotato alla cifra di 89,00 euro. Da notare, per chi non lo sapesse, che il prezzo degli organizzatori era di 120 ,00 euro. Il receptionista del BW, inoltre, a mia richiesta di quanto costasse in convenzione evento la stanza doppia mi ha riposto: 80,00 euro. Evidentemente non era a conoscenza del prezzo che gli organizzatori proponevano ai partecipanti.
    Anna

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  14. Pingback: Secondo giorno al bewizard: area business | Elena Farinelli

  15. Renato

    Bel riassunto, complimenti.
    Io hos eguito l’evento “business” perchè pensavo che quello turistico fosse rivolto agli albergatori, molto numerosi all’evento.
    Approfitto per dare un mio, personale, contributo.
    Organizzazione 2, perchè anche gli interpreti non erano all’altezza (il primo giorno Avinash era tradotto in modo imbarazzante).
    La rete wifi…non ne parliamo, un evento di web marketing senza connessione stabile. MAI visto!
    La marchetta…senza parole!
    Il coffe break? Inesistente, coi soldi incassati avrebbero potuto fare un’ottima figura (si sa che il mangiare ha la sua importanza) io di solito non mangio nulla, in questo caso non c’era nulla!
    Per 20 euro a Rimini ti fanno mangiare un menu turistico!
    Per quanto riguarda gli interventi alcuni non erano nè carne, nè pesce.
    Avinash ha illustrato soprattuto come fare una matrice (poco analytics, troppo complicato da spiegare ad un convegno).
    Fishkin buono ma da lui mi sarei aspettato molto di più.
    Ottimi “gli italiani”, Toso, Scorza (due veri oratori)…
    Meno presenza dei soliti noti “guru” italiani, autoreferenziali (forse non sono del giro)!
    Conclusione?
    Più si va avanti più mi rendo conto che tali tecniche hanno dei costi di start-up elevati per una micro/pmi, a prescindere della scarsa media preparazione dell’imprenditore italiano.
    In primis gli albergatori

    Replica
    1. Francesco Astolfi Autore articolo

      Ciao Renato, grazie per il tuo commento!
      Non ho avuto la tua stessa furbizia nel capire che la sessione Turismo sarebbe stata di livello inferiore, vista la presenza degli albergatori. Al contrario, mi pareva che il BeWizard fosse nato proprio dal web marketing turistico e che il business fosse stato creato solo per allargare l’audicence a chi non lavora nel Turismo. In altre parole, un’estensione rispetto al focus principale, che comunque rimaneva il Turismo.

      Non sono sicuro di aver ben capito cosa itendi quando dici:
      “Più si va avanti più mi rendo conto che tali tecniche hanno dei costi di start-up elevati per una micro/pmi, a prescindere della scarsa media preparazione dell’imprenditore italiano.” Cosa vuoi dire esattamente?

      Replica
  16. Fabio Sutto

    @anna vado a leggere :)

    per quanto riguarda le camere ho l’impressione che il prezzo non l’abbia deciso chi si è occupato della logistica ma l’hotel che, ripeto, era fully booked tant’è che io stesso sono dovuto andare altrove e ho persino cambiato hotel tra un giorno e l’altro. Forse il prezzo l’ha fatto il mercato o qualche tecnica estrema di revenue management? Ma come ho detto cercherò di saperne di più.

    @renato sei l’unico commento anonimo di questo thread ma rispondo anche a te: gli interpreti simultanei erano dei professionisti, non possiamo pretendere che al tempo stesso siano esperti del nostro settore (ancora non ce ne sono per quanto mi è dato sapere).
    Credo che invece abbiano fatto un lavoro egregio (definirlo imbarazzante è ingiusto oltre che inappropriato).

    Ad ogni modo rifletterei su questo: chi conosce l’inglese è in grado di pendere direttamente dalle labbra dei relatori stranieri, chi non lo conosce non ha alternative che accontentarsi del grande lavoro dei ragazzi nelle cabine (o portarsi l’inteprete da casa).

    Del wi-fi ho già detto e non mi soffermo oltre sull’argomento, in altri eventi dello stesso calibro la rete è intasata…in questo caso andava a tratti per le ragioni imprevedibili già specificate.
    Infine quando parli dell’organizzazione dovresti considerare che eventi simili hanno un prezzo biglietto molto più elevato (per non parlare del “fu” SES) e senza le enormi spese di traduzione simultanea: tanto per dare un’indicazione, una cuffietta persa o rotta sono 250€

    In definitiva invito anche te a dare suggerimenti pratici per il 2012 qui
    http://www.facebook.com/topic.php?uid=157826037580804&topic=416

    Grazie!

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  17. Renato

    Non capisco cosa intendi per anonimo: Devo per forza avere un mio blog?
    Ne ho uno personale, non di marketing.
    Per gli interpreti c’erano 2 più in gamba, il maschio soprattutto.
    Comunque appena il link che hai postato è attivo ti scriverò il mio pensiero

    Replica
  18. Fabio Sutto

    Renato non devi avere per forza un blog ma sei l’unico che non posso collocare tra le persone con cui ho parlato durante la giornata, non è una colpa ma ad esempio non posso chiederti l’amicizia direttamente in FB o Linkedin per discutere con te in privato (e lo sto facendo con molti per avere indicazioni su possibili miglioramenti).

    Se 2 erano in gamba e uno no…allora per favore diciamo che il servizio di traduzione era migliorabile in alcune occasioni (come tutto l’evento), non che sono stati “imbarazzanti”. Ci tengo perchè li conosco e so come lavorano.

    E poi insisto, se sei stato in grado di valutarli forse non avevi bisogno di loro.

    Per il link per le opinioni su FB, in effetti ora risulta bloccato…qualche magagna del sistema imamgino.

    Replica
  19. Danilo Pontone

    Ciao Francesco! Ci si vede anche qui ora :-)

    Intanto complimenti per il post. Molto dettagliato e rende l’idea per chi non ha avuto modo di partecipare in prima persona.

    I miei complimenti anche a Fabio che con grande signorilità risponde a tutte le critiche (l’unico che sembra farlo :))

    Detto questo voglio esprimere anche io il mio parere. E non posso non sottolineare anche io che il livello di contenuti era per lo più basso.

    PERò..mentre tornavo a casa pensavo ad una cosa: ma io, parlo almeno per me, non posso pretendere di andare a certi eventi e sentire sempre cose nuove. Ormai coloro che come me fanno questo mestiere SEO + SEM sono sempre sul pezzo, quindi quando si partecipa a questi corsi è normale che ci sia un livello tendenzialmente basso, soprattutto se la platea è composta da pochi addetti ai lavori.

    Mi ha fatto molto simpatia Tandler quando prima di iniziare il suo discorso ha chiesto “Quanti di voi conoscono e fanno il SEO?”. Perchè anche lui sapeva già che senza un livello medio della materia è difficile stare dietro a certi discorsi. Quindi nel caso di Tandler, Avinash, Fishikin il livello per la platea era troppo alto. Ho avuto modo di parlare con albergatori e mi hanno detto in molti che non ci capivano niente. Poi il colmo è sentire uno che mi fa “Lo speech di Fishikin è stato pesantissimo!!!”. Questo ti fa capire tutto…e ti fa cascare anche le…

    Il punto cruciale è: se l’evento era rivolto ad esperti allora il livello era bassissimo, mentre se era rivolto agli albergatori andava abbastanza bene. Dipende sempre a chi ci si rivolge. Ma gettare un pò di infarinatura ad operatori turistici in stra ritardo su questi argomenti, va sempre bene.

    Io alcune cose interessanti sono riuscito a estrapolarle comunque e nei prossimi giorni approfondirò :)

    Ciao

    PS= Francesco mi ha fatto piacere conoscerti di persona!

    Replica
    1. Fabio Sutto

      Ciao Danilo,

      nessun merito, rispondo volentieri alle critiche

      - perchè è giusto;
      - perchè ritengo utile interagire con chi dà dei feedback:
      - perchè molte riguardano il livello di difficoltà dei contenuti (mia responsabilità);
      - perchè il nostro un evento che si può criticare liberamente e impunemente;
      - perchè se raccomandiamo agli albergatori di farlo con le recensioni…poi tocca farlo anche noi :D

      Da una prima lettura dei questionari il 90% dei partecipanti ha dato un giudizio positivo, un 10% circa ha criticato alcuni aspetti organizzativi e il livello di difficoltà degli speech.

      Il prossimo anno terremo conto di quel 10%: da quanto leggo in giro la soluzione preferita sembra quella della divisione delle sale non per argomento ma per livello di difficoltà.

      Un saluto e a presto!
      Fabio

      Replica
  20. Francesco Astolfi Autore articolo

    Ciao Danilo, è stato un piacere anche per me!

    Purtroppo la target audience a cui si è rivolta Titanka era molto ampia: albergatori desiderosi di sapere tutto e subito ma con poche basi ed esperti che con il web marketing vivono in simbiosi che hanno sofferto per il livello un po’ troppo basso.

    Purtroppo quando si allarga troppo il tiro si rischia di scontentare entrambe le platee. Ma sono sicuro che il prossimo anno troveranno una modalità di svolgimento dell’evento divisa almeno in due cluster.
    A presto!

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  21. Pingback: I siti di recensioni NON sono social media

  22. Stefano Paolucci

    Complimenti per la relazione, pur avendo seguito la sessione business, è come se ci fossi stato a quella sul turismo.
    Io sono rimasto un po’ più politically correct, ma tutto quello che hai scritto è vero.
    A presto.

    Replica
  23. Michele Aggiato

    Ciao Francesco, ottimo riepilogo! Sai che ho una passione per giudizi e voti ;-) mi accontento con il voto 3.0 e spero che avrai un giudizio più clemente, magari dopo aver seguito uno dei workshop gratuiti per gli albergatori in occasione del TTG a Rimini o BTO a Firenze. Alcuni aspetti non mi sembravano il caso discutere in una sala gremita (a parte che cosa volevi che rispondessi nei 30 secondi che ci dava il moderatori?!)

    Replica
  24. Francesca

    “I social media stanno cambiando il mondo, l’economia, i mezzi di comunicazioni. Influenzano la politica, aiutano ad organizzare addirittura le rivoluzioni. Figurariamoci se Google non ha già pensato a come mettere i social dentro il proprio algoritmo.”

    Impagabile….

    Replica
  25. Fabio Sutto

    @renato le slide di Avinash vanno chieste direttamente a lui.

    Avinash era disponibile a darle ai partecipanti purchè non finissero in rete, non abbiamo voluto questa responsabilità :)

    Replica

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