Le 10 migliori startup del 2010

by Francesco Astolfi on 04/12/2010

Mentre Facebook viene valutata 35 miliardi di dollari e Twitter 4, Groupon rifiuta l’offerta di 6 miliardi di dollari da Google e Foursquare si prepara a lanciare un reality TV show geolocalizzato in partnership con Endemol USA, tante altre belle startup innovative si sono affacciate nel corso di quest’anno. Molte senza modello di business, alcune saranno probabilmente dei flop. Ma magari una di queste potrebbe essere la nuova Facebook o Google. Ecco quelle più interessanti:

  • Instagram. Un’applicazione iPhone divertente e gratuita che consente di condividere foto, applicando eventualmente uno degli 11 “filtri artistici”, pubblicarle su tutti i social network e commentarle. 1 milione di utenti che crescono vertigionasamente grazie alla componente virale dell’applicazione.
  • Quora. L’ex CTO di Facebook, Adam d’Angelo ha fondato un apparentemente banale sito di domande e risposte di tecnologia. Apparentemente perchè Quora è riuscita ad attrarre tutta l’intellighenzia della Silicon Valley. Ovviamente il sito è facilissimo da navigare, e consente varie tipologie di interazione tra i partecipanti.
  • Flipboard. Ovvero come portare la bellezza delle riviste cartacee sull’iPad. Layouts puliti ed elegantissimi, fantastiche UI, immagini stupefacenti cambieranno per sempre il modo di consumare i media digitali. Abbandonando lo scanning delle pagine web, Flipboard crea una nuova esperienza di lettura molto più ricca di significato.
  • Chatroullette. Più di un milione di utenti che possono chattare e vedersi via webcam in maniera randomica.  Basta un click per chattare e vedere una persona diversa. Infestato da pervertiti e oscenità ha però avuto un buzz incredibile ad inizio anno.
  • Rapportive. Niente più pubblicità nella spalla destra di Gmail, ma informazioni sintetiche e utilissime sui nostri contatti di posta (pescate da Twitter, Linkedin, Facebook ed altri social). Dentro la propria casella email, a portata di mano, uno strumento per il management dei rapporti sociali.
  • Diaspora. Il progetto open source per creare l’anti-Facebook che ha raccolto i primi finanziamenti tramite Kickstarter, ha il fine di creare un social network aperto, decentralizzto e che rispetti la privacy. In pratica, l’esatto opposto di tutto quello che è Facebook. Ed anche grazie a questo antagonismo il progetto a raccolto molti fondi e copertura media.
  • Hipmunk. Entrare in un mercato altamente competitivo come quello dei biglietti aerei non è semplice. Hipmunk riesce a ritagliarsi il suo spazio con un’interfaccia ed una facilità d’uso strabilianti. Ecco, riesce a mettere l’utente al centro (non il prodotto).
  • LearnBoost. Il registro degli insegnanti diventa 2.0: creare lezioni, registrare presenze, integrare calendari è un gioco da ragazzi.
  • Square. Il co-fondatore di Twitter, Jack Dorsey, ha creato hardware e software per accettare e fare pagamenti in mobilità tramite carta di credito. In pratica, ogni iPhone potrà diventare un registratore di cassa mobile. Inutile dire che si sta diffondendo molto velocemente nelle piccole aziende e nei lavoratori indipendenti.
  • InDinero. Gestire entrate e uscite di un’azienda può essere faticoso e dispendioso. Tenere traccia delle transazioni, dei trend e fare forecasting lo è ancora di più. Ma con InDinero tutto diventa più semplice, soprattutto per le piccole aziende che non possono permettersi costosi software di accounting. (da notare che questa startup è stata fondata da una ragazza di 20 anni).

Molto liberamente tratto da Top 10 Startup of 2010. A cui aggiungo anche Soluto il software che riduce la “frustrazione da PC”!

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