Ciao 2013

Ecco, questo è un post personale.

Nessuna riflessione su marketing online o digital business. Solo me stesso che ripensa al suo 2013. Quindi credo che se non mi conosci personalmente forse dovresti tornare su Google o Facebook, perchè sarebbe poco rilevante per te.

Cominciamo.

E’ stato un anno profondo. Continua a leggere

Il meglio di BTO 2013 (secondo me)

Certamente fuori tempo massimo giunge questo mio post sulla BTO 2013. Come spesso accade il lavoro quotidiano ha fagocitato ogni minuti di tempo libero, impedendomi di mettere su tastiera impressioni e pensieri nei giorni successivi.

Ora che a distanza di quasi un mese tutto si è depositato vorrei condividere qualche riflessione.

Prima di tutto il BTO è un evento che ancora una volta ha saputo stupirmi. Spesso gli eventi Digital tendono a ripetere se stessi, soprattutto quando ottengono successo. Al contrario, mi pare del tutto evidente che il BTO sia sempre teso all’innovazione ed alla crescita. Faccio dunque molti complimenti agli organizzatori per la loro capacità di sapersi mettere in gioco e per il coraggio di mettere contenuti nuovi, senza badare troppo alla capitalizzazione dei successi passati. Migliorare con gli anni, come il vino, è un grande fattore di intelligenza.

Questa edizione 2013 ha come tagline #ITisMe, l’Italia siamo ognuno di noi. Azzeccattissimo sia rispetto al momento storico che stiamo vivendo, sia rispetto all’evento: al BTO si respira voglia di fare, di imparare, di crescere, di non mollare. Non è un caso, inoltre, che l’evento si sia aperto con uno strepitoso Oscar Farinetti. L’imprenditore di Eatitaly ci illumina con parole piene di speranza, di coraggio, di orgoglio italiano. In Italia, e nel turismo in particolare, mi pare ci sia tantissimo bisogno di queste parole, di questa voglia di rimboccarsi le maniche. Basta piangersi addosso, rimbocchiamoci le maniche e ricominciamo dalle nostre vocazioni.

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Perchè odio i funnel

Nonostante le diverse campagne di email marketing che ho spedito a centinaia di migliaia di utenti, non riesco proprio a definirmi un email marketer. Questo soprattutto è dovuto al fatto che odio i funnel.

Il funnel visto dai marketers

Il funnel visto dai marketers

L’idea di base è che i marketers seguono un loop fine a stesso: prima di tutto hanno bisogno di un sacco di visitatori. Alcuni di questi poi diventano effettivamente leads. E su questi ultimi si concentrano, bombardandoli di messaggi con la “marketing automation” fino a che non diventano utenti paganti. Ovvero clienti. Continua a leggere

Lettera d’amore per Twitter

Cara Twitter,

devo confessarti una cosa. Privata, segreta, intima: tu mi piaci.

Mi piace il tuo essenziale con cui getti il tuo sguardo sul mondo. Mi piace il fatto che sei ironica, spiritosa, a volte salace. Si, è vero, a volte sei incontenibile, non stai mai zitta. Il che è solo in parte vero, in quando sei logorroica solo quando hai veramente qualcosa da dire. Perchè, al contrario, quando non hai nulla da dire nessuno ti sente.

Mi piace quel tuo modo lieve con cui crei le parole del mondo. Sei decisamente più raffinata della grossolana e ciarliera Facebook, senza tirartela però come fa Quora o Wikipedia.

Sai avvicinare le persone, creare un legame solo apparentemente debole con loro. In realtà sei perfetta per condividere passioni ed interessi, divina nell’arrivare dritto al cuore. Non è un caso del resto che oggi ti facciano il filo tanti, dai telegiornali ai rotocalchi alle talk show di politica.

Ti ho visto la prima volta qualche hanno fa. Hai scambiato un paio di chiacchiere con un mio collega di lavoro. Subito mi hai colpito, trafitto con il tuo modo di fare unico.

Un po’ paralizzato, ho continuato ad osservarti da lontano e forse già mi piacevi. Ho cercato di evitare di innamorarmi, poichè uscivo da una brutta storia con FriendFeed, non so se la conosci. Però l’attrazione è stata travolgente: bellissima nell’aspetto quanto nel tuo carattere, così vitale e generosa, seducente nell’eloquio e penetrante nello sguardo.

Amo anche la tua dedizione verso le cause sociali e politiche: il tuo impegno è stato davvero prezioso, per non dire fondamentale, in numerose occasioni. Sai, oggi come oggi, sono in pochi ad avere la sensibilità e la tenacia di impegnarsi su certi fronti.

Talvolta non sei reperibile, il che mi lascia con un velo di ansia e preoccupazione, mista al desiderio di rivederti subito. Temo un po’ per la tua salute, oppure sono terrorizzato all’idea di perderti. Ma poi, quando ti rivedo, è una gioia per gli occhi e per il cuore sapere che stai bene.

Ora ti starai chiedendo che cosa voglio ottenere con questa lettera. In realtà so già come andrà a finire: tanti, esattamente come me, sono innamorati di te. Più belli, più intelligenti, più popolari di me (a me vengono dietro veramente poche persone). Molti VIP, alcuni re, cantanti e calciatori. Sono certo che per nulla al mondo ti fidanzeresti con me. Ma se è vero che l’amore platonico e non corrisposto è quello più puro, io continuerò a seguirti, a proteggerti da lontano.

Rimarrò in disparte, osservandoti crescere. E custodirò la tua felicità nel mio cuore.

Un ammiratore segreto

Seth Godin

Benvenuti nell’era della Connection Economy

Recensione di The Icarus Deception, Seth Godin

Il mito vuole che Dedalo, il padre di Icaro, abbia ideato un brillante piano di fuga dalla prigione in cui era stato rinchiuso con il figlio: ali di pume fissate con la cera per consentire di scappare dal labirinto via cielo. Dedalo raccomandò al figlio di Icaro di non volare troppo vicino al sole, per evitare che la cera potesse sciogliersi. Ma Icaro, inebriato dalla gioia del volo, disobbedì al padre, volò troppo in alto. Sappiamo tutti come andò a finire poi: la ali di staccarono dal suo corpo e Icaro cadde in mare, dove trovò la morte.

La lezione è chiara: non disobbedire all’autorità e non sfidare i tuoi limiti.

In realtà la società occidentale ha omesso una parte importante del mito: Dedalo raccomandò al figlio di non volare troppo alto, ma anche di non volare troppo basso, poichè anche l’umidità del mare avrebbe potuto far sciogliere la cera. La società industriale ha posto l’obbedienza come un valore e la sfida agli ordini precostituiti un peccato. Questo ha portato l’uomo ha ricercare la sicurezza, ad evitare il giudizio, ad avere obiettivi bassi, a volare basso, senza prendere rischi.

Seth Godin

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Dalla piazza ai social (e ritorno)

Sarà capitato anche a voi: litigare con qualche persona che non capisce i social media e si ostina a pensare che “la vita reale è comunque sempre meglio!”

Purtuttavia, c’è qualcosa di peggio.

Spiegare in ambito business a chi non vive da dentro i social media che cosa siano i social media è uno di questi. Mio malgrado è infatti ancora duro a morire il pensiero che i social media siano qualcosa d’altro rispetto alla vita delle persone. Un mondo a sè, fatto di persone perditempo, tipicamente nerd, che vivono in una bolla di sapone e chiacchiere. Continua a leggere

Facebook Graph Search

Facebook Graph Search soppianterà Google?

Alla fine è arrivato. Il tanto atteso motore di ricerca di Facebook è arrivato. Sono passati circa un paio d’anni dalle prime speculazioni che, pontificando sull’imminente discesa in campo di Zuckerberg nell’arena lucrosissima della Search, facevano tremare il gigante di Mountain View.

Facebook Graph Search

Il potenziale del più grande social network del mondo è davvero impressionante: oltre un miliardo di utenti con oltre 1 trilione di connessioni tra luoghi, pagine, interessi e persone.

Nell’annuncio tenutosi qualche giorno fa, Zuckerberg racconta di nuovo tipo di esperienza di ricerca, mai vista prima. Una tipologia di ricerca che in qualche modo ridimensiona lo strapotere di Google e ridefinisce la Search. Non più una semplice ricerca per parole chiave che restituisce un elenco di link a siti esterni, ordinati per autorevolezza oggettiva (PageRank), ma una ricerca che fa leva sul filtro degli amici: niente più paramentri oggettivi, niente più documenti da indicizzare-catalogare-ordinare; ma connessioni personali, estremamente rilevanti e iperlocali da mettere a sistema. Continua a leggere

Le mie previsioni sul marketing online per il 2013

Cambia l’anno nella data ed è tempo di bilanci (sia contabili che personali) e di previsioni sull’anno che verrà. Sarebbe tempo anche per i buoni propositi, ma lasciamoli un attimo da parte.

In questo post vorrei tirare fuori quelli che mi sembrano essere i trend del marketing online che hanno germogliato negli ultimi mesi e che determineranno il 2013. Si tratta più che altro di un esercizio di memoria e di stile, dato che le previsioni (così come i buoni propositi) durano generalmente fino al 1° Febbraio (lo sappiamo tutti che entro Gennaio il 99% delle persone smetteranno la dieta appenna iniziata) e che nessuno mi renderà conto della loro correttezza. Continua a leggere

Come diventare un blogger di successo

Prima di tutto, metto le mani avanti con una dichiarazione spontanea: sono un pessimo blogger. Nel senso più profondo del termine, ovviamente. Scrivo poco, scrivo senza una cadenza minima, scrivo di temi inerenti il mio lavoro ma con poca focalizzazione e senza una precisa strategia dietro. In pratica contravvengo qualsiasi best practice. Questo mi rende in qualche modo poco plausibile alla piccola analisi che sto per fare, tuttavia non mi negherò di farla lo stesso. 🙂 Continua a leggere

Il mio #BTO2012

Rientro oggi da un weekend lungo che mi ha portato a Firenze per seguire la quinta edizione di Buy Tourism Online.

Questa era per me la terza edizione, che mi vedeva anche maggiormente protagonista nel mio ruolo di storyteller, ovvero di narratore dell’evento dal mio personalissimo punto di vista, assieme ad altri 10 compagni di avventura. Anche se sono già passati 2 giorni, è davvero complicato digerire la quantità di informazioni ricevute, rappresentare compiutamente le sfumature delle spunti proposti, eleboarare le riflessioni ed i dubbi che sono nati da un evento così.

Devo subito dire che la capacità di continuare ad innovare ed arricchire l’evento da parte degli organizzatori è inesauribile. Era difficile superarsi, mantendo la qualità eccellente degli interventi alta e il tasso di marchette così basso (nonostante il necessario bisogno di sponsor!). Continua a leggere