Facebook è il nuovo AOL: la storia si ripete

A partire dal 1992 America On Line (AOL) spese 300 milioni di dollari per inviare floppy disk e successivamente CD alle famiglie americane, per stimolare la registrazione al proprio servizio di connessione internet via dial up.
Ad un certo punto di quel periodo, più del 50% di tutti i CD distribuiti nel mondo appartenevano alla campagna di AOL, e l’azienda spese il 10% del lifetime customer value per l’acquisizione dei propri clienti (35 dollari su una media di 350 dollari).

Confonderemo la vita reale con quella su Facebook?

Confonderemo la vita reale con quella su Facebook?

Perchè? AOL non era un vero Internet Service Provider. Al contrario, aveva costruito un’esperienza online privata e parallela senza precedenti, nella quale era possibile trovare soddisfazione a qualsiasi desiderio o bisogno. Tutto sotto la protezione del marchio AOL. Gli utenti non avevano bisogno del web, poichè bastava AOL: news, previsioni meteo, email, sport, chat, cartoline virtuali, shopping, Borsa. Tutto era a portata di mouse grazie ai servizi di AOL.

Non c’era più motivo di avventurarsi per il web: AOL aveva costruito un mondo parallelo per i propri membri totalmente autosufficiente.

Ovviamente questo modello del mondo parallelo produceva un business fiorente ed un alto tasso di soddisfazione dei propri utenti:

  • Nel 2002 AOL ha 25 milioni di iscritti
  • Nel 2002 la capitalizzazione di AOL è di 150 miliardi di dollari (che gli permette di acquisire Time-Warner)

La storia si ripete: Facebook è il nuovo AOL

Facebook vuole diventare l’hub di internet, e sta combattendo la guerra per l’attenzione degli utenti su 3 fronti:

  1. Facebook.com
  2. Il web parallelo (come il mondo parallelo creato da AOL)
  3. Open Graph ed il Data Mining

Facebook.com:

  • Sito web più trafficato nella storia del mercato USA per numero di utenti
  • L’audience di Facebook è più grande di quella di Google
  • L’utente medio spende più di 15 ore al mese su Facebook
  • Facebook è diventato il più grande venditore di display advertising al mondo con i suoi 770 miliardi di pageviews al mese

Il mondo parallelo di Facebook

Esattamente come AOL, anche Facebook sta perseguendo la strategia del mondo parallelo: su Facebook trovi tutti quello che desideri. Online ci sono molti servizi similari a quelli proposti da Facebook, e alcune di essi sono decisamente migliori se presi stand-alone. Ma il fatto che siano integrati sulla piattaforma del social network più grande del mondo li pone in un’ottica totalmente diversa. Ecco i principali:

  • Facebook Places (Foursquare)
  • Facebook Deals (Groupon)
  • Facebook Events (Evite)
  • Facebook Causes (vari servizi)
  • Facebook Credits (PayPal)
  • Facebook Messages (email)
  • Facebook Phone (iPhone)

Open Graph e Data Mining

Il genio di Facebook non sta in facebook.com o nell’approccio del mondo parallelo. Sta nell’Open Graph. Tutti quei bottoni di Mi Piace sparsi per la Rete veicolano al social network du Zuckerberg una mole d’informazioni su gusti e preferenze senza precedenti.

Perchè Facebook è interessato a sapere per quale squadra di calcio tifo? Qual è il mio ultimo viaggio effettuato? O perchè vuole sapere quale stupida trasmissione televisiva ho visto? Queste informazioni apparentemente triviali, invece, sono miniere d’oro. Prova a dare un’occhiata a LikeButton, per averne un assaggio.

Una mole impressionante di dati che serve per venderti meglio pubblicità, e, di conseguenza, prodotti. Ora Facebook sta testando la pubblicità in real-time, basata sugli status updates degli utenti. In pratica, se la tua situazione sentimentale passa da fidanzato a single ti potrebbe venir proposta immediatamente una scatola di cioccolatini o una birra per dimenticare.

Molti si lamentano di Google e delle informazioni che registra sulle ricerche performate sul motore. Ma Google è nulla in confronto a Facebook per quanto riguarda la raccolta di dati. Ed i dati significa potere, poichè i dati forniscono quella rilevanza che tutti vagheggiano per comunicare con gli utenti in modo efficace.

Immagina di andare nel box di ricerca di Google e nel momento in cui clicchi su Cerca compare un pop-up che ti dice: “Per cercare, inserire prima nome, cognome, scuola frequentata, stato sociale, film preferiti, data di nascita, elenco di amici e parenti, e aggiungi qualche foto di te quando eri ubriaco o stavi facendo qualcosa di stupido”.

Questo è ciò che più o meno chiede Facebook. Con la differenza che siamo noi a dargli tutte queste informazioni, senza che ce le chieda.

Nessuna azienda digitale si era mai infiltrata nelle nostre vite in maniera così pervasiva come Facebook. E non so nemmeno se per questo vada lodata o condannata. Così come è accaduto per AOL, ci annoieremo di questo mondo parallelo?

Liberamente tratto da History Repeats – Facebook is the new AOL

2 pensieri su “Facebook è il nuovo AOL: la storia si ripete

  1. Anna Bruno

    Ciao Francesco, ho letto con attenzione il tuo articolo. Ho trovato una lucida analisi della situazione e anche una conferma (sebbene molto più articolata e meno allarmistica) di quello che diceva Report qualche settimana fa.

    Replica

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