Facebook sta diventando l’hub di internet

Chi può permettersi di non considerare Facebook?

Chi può permettersi di non considerare Facebook?

In un recente articolo, il Wall Street Journal ha messo in luce come la lista dei nemici di Facebook (o per meglio dire i frenemies, ovvero partner che sono allo stesso tempo competitor) si stia progressivamente allungando. Le grandi ambizioni di Facebook, che si stanno espandendo anche a nuove aree rispetto all’alveo originario, spingono il social network più grande del mondo a competere con numero crescente di internet company:

Come Facebook dopo sette anni cresce la propria forza lavoro ed aggiunge nuove funzionalità alla propria applicazione, allo stesso tempo irrompe nelle attività di affermate aziende come Yahoo e Google, e mette in allerta molte Internet company. Facebook, che conta più di 600 milioni di utenti ed è stato valutato 50 miliardi di dollari in un recente tornata di finanziamenti, sta sottraendo budget pubblicitari online a Yahoo, Myspace e ad altri.

Segnalo che negli ultimi due anni Facebook ha cresciuto il proprio market share dal 2,9% al 13,6% (che cuba quasi 2 miliardi di dollari nel 2010) nel mercato del display advertising USA.

Tra le aziende nominate nell’articolo come frenemies troviamo Google, Microsoft, Zynga, eBay/PayPal, Yahoo, Groupon, Apple, Yelp, MySpace, AOL, Twitter ed altre.

Ma Facebook non sottrae solo quote di mercato: ha cominciato a sottrarre anche capitale umano, in primis a Google e Microsoft. Essendo in una fase ancora estremamente dinamica e potenzialmente esplosiva riesce infatti ad attrarre naturalmente gli ingegneri più creativi e desiderosi di mettersi alla prova.

Mentre Google ha preso il posto di Microsoft sotto tutta una serie di punti di vista (certamente nelle attenzioni da parte dell’Autorità Antitrust Europea), Facebook sta sempre più rivestendo quel ruolo attore protagonista (amato e odiato) nell’arena delle internet company, che era stato per anni appannaggio proprio di Google.

L’ambizione esplicita di Facebook è quella di “intromettersi” in tutte le conversazioni che avvengono online, sia tra le persone, sia con i brand, che con le istituzioni. E questo non potrà che avere ripercussioni sul business di molte altre internet company.

Finora molte aziende hanno felicemente adottato Facebook come una piattaforma sociale e conversazionale, e gli editori hanno sfruttato Facebook Connect per estendere visibilità e reach. Anche se con il tempo questo idillio potrebbe finire se Facebook restringesse l’autonomia gestionale delle proprie Fan Page o se gli editori non riuscissero in qualche modo a monetizzare i contenuti che postano su Facebook.

Yahoo ad esempio ha scelto di non competere direttamente con Facebook e l’ha integrato nei propri siti, nella speranza di aumentare il numero di impressions ed il tempo medio speso dai propri utenti. Anche AOL ha deciso di integrare Facebook, nella convinzione che produrre contenuti di qualità generi anche maggiori condivisioni su Facebook e quindi traffico addizionale generato viralmente dagli amici degli utenti AOL.

Con Facebook Deals, invece, Facebook si pone in aperta concorrenza con i player del mercato pubblicitario locale (Foursquare, Groupon e Yelp).

Preso atto che Facebook sta ricoprendo una posizione dominante nell’universo fluido e sempre più vasto delle conversazioni sociali e che tutti i settori di business dovranno riorganizzarsi in funzione della crescente importanza che rivestirà il social engagement, le aziende devono a questo punto decidere se diventare partner (rischiando di venirne risucchiate) o snobbarlo (rischiando di perdere audience addizionale).

L’obiettivo di Facebook è dunque quello di diventare la piattaforma di riferimento di Internet, un vero e proprio hub attraverso cui gli utenti possono portare con sè i propri amici e le proprie preferenze su siti web, smartphones e tutti i device mobile. In questo modo Facebook si posiziona come partner di tutte le aziende tecnologiche. E quest’ultime dovranno in qualche modo scendere a patti. Ad esempio, Zynga, la produttrice di FarmVille (che ha guadagnato il grosso della sua utenza proprio grazie a Facebook) è ora costretta a condividere le revenue che genera attraverso la vendita di virtual goods attraverso il social network.

E Facebook ha in mente di entrare in maniera significativa anche nel mercato dei crediti virtuali per prodotti fisici, in potenziale competizione nientepopodimento che con PayPal e Amazon.

5 pensieri su “Facebook sta diventando l’hub di internet

  1. web target

    una prospettiva molto interessante. in effetti la possibilità che facebook diventi l’hub principale del web è sempre più realistica.

    norme antitrust ad hoc?

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    1. Mario

      ho letto che parlate di Hub in internet… volevo sapere se qualcuno aveva articoli da passarmi dato che sto facendo una tesi riguardo agli Hub commerciali e hub i internet..
      grazie a tutti

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  2. Anna Bruno

    Sono d’accordo con la tua analisi, Facebook vuole diventare (posto che non lo sia già in alcune generazioni) il nuovo Google intesto come sito d’accesso ad Internet.

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