Guadagnati il blogger, non comprarlo

by Francesco Astolfi on 18/09/2011

Blog post for money

Blog post for money

Più o meno tutto è in vendita in questo mondo. Beni mobili e immobili, persone, idee e prestazioni di ogni tipo.

Anche i blogger sono in vendita. Ognuno ha il suo prezzo.

A volte basta un regalo spedito a casa, magari con una bella lettera di accompagnamento. A volte si invitano blogger di vari settori a party o feste. Rigorosamente per blogger (in questo modo il buzz è maggiore, poichè il contesto lo favorisce). Altre volte è preferibile la vecchia pecunia, che tanto vecchia poi non è.

Ma quello che non si può comprare davvero sono le relazioni ed il valore reale del prodotto. Che sono i due elementi che determinano i fatturati delle aziende.

Acquistare la – generalmente breve – attenzione di un blogger (che dura spesso la spazio di un post) non significa creare brand value. Il blogger è al contrario molto utile per amplificare il brand value che avete costruito con i vostri clienti, passo dopo passo. Il blogger può servire a coinvolgere un potenziale influencer nella comunicazione del vostro messaggio, ma non a costruirlo.

Ryanair, Apple, Google, Zappos, Yoox, Groupon (così come una pletora di piccole e medie imprese innovative) guadagnano ogni giorno l’attenzione di tantissimi blogger, che sono ben contenti di dedicargli quei post che le aziende loro concorrenti pagano o si fanno pagare dalle agenzie di online PR.

Aziende, non comprate post e non regalate prodotti. I link dei pey per post sono evidentissimi a Google, e le marchette guardacaso spesso non ricevono nemmeno un commento o un like su Facebook, nemmeno dai lettori fedeli.

Il posizionamento su Google, una buona community sui social e l’attenzione genuina del blogger si guadagnano sul campo lavorando su prodotto, servizio e capacità di connessione con i propri clienti.

 

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{ 7 comments… read them below or add one }

Filippo Ronco 21 settembre 2011 alle 11:56 am

Parole sante.
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Nicola 23 settembre 2011 alle 2:25 pm

Ciao Francesco il tuo post è molto interessante, l’unica cosa su cui non sono d’accordo è la seguente frase: “le marchette guardacaso spesso non ricevono nemmeno un commento o un like su Facebook, nemmeno dai lettori fedeli”. Non ci crederai ma ci sono un paio di travel blog che nonostante le loro marchette, gli (spam) articoli ottengono commenti, like e tweet e tra l’altro i blogger continuano anche ad essere seguiti. E’ probabile che siamo arrivati ad un punto in cui l’internauta non è grado di capire l’articolo markettaro da quello reale. Cosa ne pensi?

N.B. Tengo a precisare che io non ho mai accettato post pubblicitari o altra roba del genere.

Saluti Nicola

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Francesco Astolfi 24 settembre 2011 alle 11:35 pm

Ciao Nicola, grazie per il tuo commento.
Per rispondere alla tua domanda, è probabile che i lettori non siano tutti consapevoli dell’eventuale marchetta e che pertanto non perdano fiducia nel blogger. Tuttavia prima o poi qualcuno si accorgerà dei post prezzolati – con conseguente gravissimo danno per il blogger e per l’azienda.

Mi pare comunque strano che i post-marchetta ricevano like, commenti e retweet: pensi che potresti segnalarmi uno di questi post pubblicitari?

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Nicola 25 settembre 2011 alle 2:00 am

Ciao Francesco grazie per avermi risposto. Quello che scrivi è capitato a me, ovvero appena ho notato diversi articoli “stuprati”, ho iniziato a non seguire più quel blog. Mi piacerebbe citarti gli articoli o i blog ma purtroppo non posso farlo per diversi motivi. Mi dispiace. :-( Ciao Francesco, a presto. Saluti Nicola.

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marta 1 novembre 2011 alle 8:48 pm

articolo interessante ma purtroppo come nicola ho notato che piu’ di un “travel blog” – anche ben conosciuti e seguiti nella rete – pubblicano post pubbliredazionali che sono tra l’altro twittati e share in altri social. Forse mi sono persa qualcosa ma pensavo lo spirito di un blog fosse quello di condividere la propria esperienza personale e genuine recensioni con lo spirito di condivisione…

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lol 30 novembre 2011 alle 10:03 pm

per me sei un cazzaro…..

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Michele 15 febbraio 2012 alle 6:08 pm

Bravo! Adesso per favore spiegalo anche a Diegoli che insiste che i blogger non esistono.Saluto.

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