La pagina Facebook che rappresentava il migliore esempio di NON-strategia sui social media è sparita. Era una delle mie preferite, perchè mi tirava su l’umore. La più fulgida prova che l’informazione (e la manipolazione della stessa) è sotto scacco dagli utenti è stata cancellata: il Tg1 è sparito da Facebook.
Proprio mentre Minzolini annuncia trionfante la svolta digitale del tiggì più ascoltato d’Italia, con una redazione web di ggiovani ed uno studio moderno e nuovo di zecca, chiude la finestra aperta agli utenti ed al dialogo. E pensare che nel suo editoriale si professa trasparente, e che il Tg1 lo “fate anche voi ascoltatori”.
Dopo mesi di insulti e improperi (credo che la parola chiave più ricorrente fosse “servi”), tentativi di boicottaggi, messaggi ripetutamente copia-incollati e difese alla dissente Maria Luisa Busi, il silenzio assordante della redazione nei confronti di questi messaggi si è trasformato nel più classico della censura. Francesco Giorgino annuncia l’edizione web la volontà di cambiamento del tiggì “tra tradizione ed innovazione”. A me pare ancora una volta bieca censura.



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Ciao Francesco,
i tentativi della cosa pubblica di mettersi nella rete sono buffi e poco credibili.
Forse perchè le istituzioni per prime non lo sono, speriamo solo che la rete li metta in difficoltà…
Un saluto.
La rete offre grandi possibilità di comunicazione ma bisogna conoscerla.
Adesso c’è facebook, ma quando non c’era i problemi erano gli stessi.
Mi ricordo che il Tg4 in tempi lontani diffuse un indirizzo email per commentare i servizi. Immaginate come è stata usata quell’email.
Oppure grandi aziende che pubblicizzavano un indirizzo email, ma poi se gli scrivevi non ti rispondevano neanche un ‘ok ho ricevuto’. Il silenzio assoluto che metteva in dubbio che l’azienda avesse davvero ricevuto il messaggio.Un comportamento veramente dannoso.