[UPDATE] Alcuni mi hanno fanno notare che il titolo originario (“Io odio Chiara Ferragni”) era un po’ troppo forte e che in qualche modo non mi rappresentava, poichè poteva apparire un attacco personale. Cosa che ovviamente non era (anzi, seguo appassionatamente il fenomeno della Ferragni). Si trattava di un titolo provocatorio, ovviamente, che voleva sottolineare, casomai ce ne fosse stato bisogno, un fenomeno che non avevo mai visto prima: un testimonial famoso e di tendenza che viene rigettato senza il minimo pudore dai fan. Ed i clienti, che si sentono in qualche modo offesi da loro brand, attaccano apertamente il brand che l’ha scelto. L’ho cambiato, e l’ho reso più consono allo stile pseudo-analitico del mio blog. [/UPDATE]
Ovvero di come i clienti amano i Brand per i loro prodotti, per il coinvolgimento emotivo che le aziende riescono a creare. E per come i testimonial (dei vecchi e dei nuovi media) abbiano maledettamente stufato!
Chiunque ormai sa chi sia Chiara Ferragni, la super fashion blogger fighetta milanese dell’insalata bionda. Carina e fotogenica, è invitatissima alle sfilate di mezza Europa ed ha una lista lunga così di collaborazioni/marchette/sponsorship di vario genere. Dicono che abbia più potere delle giornaliste di moda, molto più vecchie di lei e molto meno fotogeniche di lei, e che le case di moda facciano a gara a riempirle l’armadio per ingraziarsela. Un po’ per invidia (del successo e della bellezza), un po’ il suo atteggiamento ieratico, la modella/blogger/giornalista/studentessa accumula anche un discreto numero di antipatie.
Ne sa qualcosa Yamamay, che l’ha scelta per la campagna pubblicitaria. E Facebook, come al solito, ha tirato fuori il meglio ed il peggio di sè.
Un profluvio di critiche, annunci di fine del rapporto tra azienda e cliente (“mi avete perso come cliente!”) e sberleffi di ogni sorta.
La Ferragni è una fashion icon?!?
Mai più da Yamamay!
Meraviglioso: questo ne sa più di Yamamay stessa!
Cordiali saluti
Se Yamamay sceglie una incompetente come testimonial allora significa che..
Yamamay, cancelli pure i post su FB?!?
Meglio una modella che Chiara Ferragni?
Ferragni prezzolata!
L'educazione prima di tutto
Ma Chiara Ferragni cosa fa? Bella domanda
Io voglio vedere i prodotti, non Chiara Ferragni
Circondato dalle astiose fan su Facebook (saranno davvero ancora fan?), subissato da post al vetriolo e impossibilitato a smentire una scelta aziendale, il social media manager di Yamamay si appella alla buona educazione. E che diamine, dite quello che volete, ma non offendete la Chiaretta!
E poi, colpito da ogni dove nel proprio orgoglio, la redazione di Yamamay raggiunge il parossismo dell’autodifesa in un commento sul proprio blog:
Ciao Claudio, grazie mille per aver letto un commento con sostanza ed intelligenza. La cosa che mi stupisce di più è che si ha sempre la volotà di voler guardare paesi che sono “più in là” come gli USA, il Giappone, l’UK per importare i fenomeni sociologici che li caratterizzano..ma arrivati in Italia hanno sempre uno strano effetto sulle persone. Io non entro nel merito dei gusti personali su scelte aziendali ma ritengo che leggere certi commenti offensivi e poco costruttivi sia avvilente.
Ma come, dopo tutto lo sforzo che facciamo per portare in Italia i social media dagli USA e UK, voi ci trattate così! Ma insomma, per fare i tipi avanti abbiamo preso come testimonial la fashion blogger più quotata del web al posto della solita modella sfattona e non vi va bene nemmeno quella?
Forse Yamamay dovrebbe fare molto più leva sui propri clienti, per creare valore. Per quanto abbia successo, una fashion blogger narcisista e snob non serve a molto se l’obiettivo è creare engagement. Che so, magari un contest per stilisti emergenti potrebbe funzionare di più. Oppure creare una linea di intimo disegnata dai clienti. Le persone potrebbero identificarsi meglio. Potrebbero ammirare il brand, che ha dato una chance a loro o a qualcuno come loro. Potrebbero decidere che sì, quel brand li rispetta e non si limita a propinare l’icona del momento come testimonial.



{ 53 comments… read them below or add one }
d’altronde per Yamamay la ferragni è la più famosa del mondo http://twitpic.com/6d33r5 … cosa si dice negli spot
ps: cmq Ferragni a parte e quindi scelta singola a parte (e web design del blog a parte decisamente inusabile e non coordinato all’immagine aziendale) Yamamay resta secondo me una delle migliori voci su Facebook e come capacità di conversation li trovo assai avanti .
Sono d’accordo. Che bisogno c’era della Ferragni? Sono gli utenti/clienti ed il brand che devono interagire, conoscersi, comunicare. I testimonial, soprattutto se “pesanti”, sono secondo me un elemento pericolosamente distraente.
E’ stato commesso lo stesso identico errore di molte aziende top spender che puntano a un’apparenza superficiale con il testimonial che va di moda in quel momento senza aderire con la realtà delle persone. Grave impudenza che fortunatamente la gente, oggi, non perdona: sottovalutare o non prendere nella debita considerazione tali reazioni è ancora più rischioso! Francesco, con questo commento colgo l’occasione anche per fare i complimenti al tuo blog. Le tue analisi sono molto acute e offrono interessanti spunti di riflessioni. Verrai citato anche da noi. Grazie e continua così
Cioé fammi capire,
metà dei commenti alla Ferragni sono
o rappresentativi del peggior immaginario italiano (invidia = annichilimento)
o inqualificabili tipo il lettore che scrive “ma è incinta?” facendo riferimento a quanto possa essere ingrassata.
Tu stai avallando tutto questo? Cioé ha sbagliato yamamay a scegliere una testimonial come la Ferragni e questo tu lo deduci dai commenti nazistelli che ha suscitato questa scelta?
Completamente d’accordo con te
Sono i loro fan. I loro clienti. Ovvero la cosa più importante che hanno.
Io non avvallo gli attacchi. Mi chiedo semplicemente perchè ci sono.
Ciao Francesco,
mi sembra ieri che si chiacchierava a proposito dello scandalo di Patrizia Pepe, di fotomodelle anoressiche e gestione dei canali social non azzeccata.
Rispetto a Patrizia Pepe, Yamamay ha fatto il contrario: al posto della fotomodella taglia 40 (36 a dire di alcuni), ha scelto una fashion blogger.
Ma anche questo non va bene, anche questo non piace.
C’è pure qualcuno che sostiene che la Ferragni non abbia il diritto ad essere così famosa “ha studiato moda per caso? non mi pare. E’ solo una delle tante ragazzine diventate donne nell’epoca del grande fratello”.
Ci sono altre ragazze diventate famose grazie ai propri blog e ai propri canali social…mi viene in mente la bravissima Clio Make Up, ma potrei dire che anche io, nel mio piccolo, ho avuto la possibilità di emergere grazie al mio lavoro.
Non ho mai studiato materie turistiche eppure lavoro in questo splendido mondo di cui anche tu fai parte.
Una parola và spesa anche riguardo alla cancellazione dei commenti.
Essendo moderatrice di una community conosco bene quanto si possano spingere oltre alcuni utenti maleducati, forti di un nick name o di un’identità virtuale che li protegge.
Credo molto nello sharing, nella libertà di parola e nel web 2.0, tanto che sto investendo tutta me stessa in questo.
Ma la buona educazione è e sarà sempre – per lo meno nella mia scala di valori – al primo posto davanti a qualsiasi tendenza o netiquette…
Le aziende (e le persone) non sono ancora molto abituate al confronto online, diretto e talvolta duro. Ma i consumatori, ovvero, le persone, quando criticano online lo fanno senza troppi filtri, senza andarci per il sottile.
In questo caso il brand deve abbassare i toni, non cancellare i post. Ha tutto da guadagnarci.
ClioMakeUp è una make up artist che studia da anni a new york, quindi informati meglio!
inoltre, il problema non è che la ferragni non ha mai studiato moda, è che non ne capisce e non ne sa proprio nulla.
Io credo che abbiano semplicemente sbagliato personaggio.
La cosa che urta maggiormente della Ferragni è che è salita agli onori del sistema moda senza dimostrare sostanzialmente nulla. Non è bella come una modella e non mostra di avere nemmeno doti particolarmente avant-garde come stylist. E’ una tg 40 che tutto quello che mette, ‘sta’.
Yamamay sapeva a cosa andava incontro perchè anche Alberta Ferretti, portandola a Cannes, è stata invasa di critiche e prima di investire in un personaggio solitamente si fanno delle ricerche sul sentiment che questo può provocare nel pubblico target. Hanno cannato, la Ferragni è un fenomeno che scatena -troppe- critiche in Italia, può veramente far passare la voglia di entrare in un negozio. Avrebbe senso utilizzarla nei mercati in cui lei è forte e non criticata (Europa dell’Est, età media 12-14 anni) e non dove ormai è noto che scateni più scintille che applausi.
Infine, celarsi dietro la scusa che noi italiani siamo tardi nell’adottare le strategie di comunicazioni famose all’estero come il coinvolgimento dei blogger mi sembra come dire ‘eh ma cazzo non siete mai contenti, gli scemi siete voi’.
Ubi maior, minor cessat..
E’ vero, hanno sbagliato perché è un personaggio antipatico e anche senza gran personalità. Ci sono blogger estere che, piacciano o no, hanno uno stile particolare, foto di atmosfera, creatività, un certo gusto anche nella fotografia… piacevoli da seguire. lei sembra la solita tirata (pseudo)milanese che vuol solo far vedere dove è arrivata.
sono d’accordo con La Zitella, in tutto e per tutto. Esattamente un anno fa ho scoperto il blog della Ferragni grazie a un articolo su Tu Style. Incuriosita, ho dato un’occhiata, e mi piaceva, davvero. Chiara è una ragazza giovane e molto carina, con un fisico che le permette di valorizzare (quasi) tutti i capi che indossa, anche i piu’ semplici, infatti mi piaceva proprio quel suo gusto nel mixare pezzi low cost (Zara & simili), con griffe piu’ prestigiose, guardare il suo blog era un po’ come sbirciare le vetrine dei negozi del centro per prendere spunti …poi, improvvisamente, c’è stato un picco di sopravvalutazione da parte di molti, troppi “esperti”…e quindi, Chiara che “disegna” scarpe (ma quando mai), o meglio, scopiazza sfacciatamente scarpe da altri stilisti (vedi Jimmy Choo), le vende a prezzi vergognosi, Chiara che sfila per Alberta Ferretti con la camminata sghemba e l’espressione schifata, Chiara sul red carpet e tutti si chiedevano chi è, e Chiara di quà e Chiara di là… a fronte di tutto questo non c’è stato un miglioramento del suo blog, un salto di qualità che potesse giustificare questo “prezzemolismo”…anzi, outfit sempre piu’ banali, poca cura dei capelli e degli accessori, scarsa qualità delle foto. Chiara ha stufato le sue fans, se escludiamo la fascia d’età della preadolescenza, e si è resa antipatica. Un pizzico di umiltà, e sarebbe rimasta quella che era, una fashion blogger carina.
scrivo @sara solo perchè mi ha citata.
“ha studiato moda per caso? non mi pare. E’ solo una delle tante ragazzine diventate donne nell’epoca del grande fratello”.
Ci sono altre ragazze diventate famose grazie ai propri blog e ai propri canali social”
sara, ti sei inconsapevolemente data la risposta: Clio e le altre guru di make up, che piacciano o no, sono ragazze che hanno studiato, e sfruttano il web per mostrare al mondo le loro capacità. Le Ferragni non alcun talento ed è così vuota che per arrivare (e restare..) sulla “cresta dell’onda” ha messo on line qualsiasi cosa la riguardi. Basta fare un giro sulla sua pagina in questi giorni per accorgersene:foto del suo appartamento postate con un ritmo incessante. Questa non è condivisione, è bisogno di far parlare di se ad ogni costo.
Math
Ci si dimentica sempre quanto è facile sparare cattiverie dal web, senza mostrarsi. Tutte persone che non sopportano questa blogger e che però ne sanno vita, morte e miracoli , dimostrando che visitano il suo profilo quotidianamente, senza essere cosi furbe da capire che, anche con messaggi negativi, continuano solo a far accrescere la fama della odiata/amata Chiara Ferragni.
Se tutte siete qui a scrivere di lei vuol dire che sicuramente vi ha colpito no? Secondo me solo alla fine del concorso, vedendo i numeri dei partecipanti, si potrà capire se la decisione di Yamamay è stata azzeccata. Intanto il concorso non è partito ancora e tutti sono qui a parlarne e scriverne post. Pensateci.
Vecchia storia del “purché se ne parli”… ma in realtà tanti personaggi basati sul nulla e che stavano antipatici poi sono finiti nel dimenticatoio.
Francesco basta questo a farti capire la potenza mediatica di Chiara Ferragni: hai scritto un articolo su di lei e mi sembra stia creando molti più commenti di qualsiasi altro, o mi sbaglio? E mi dici che i brand non dovrebbero collaborare con lei?
Nessuno mette in discussione la sua potenza mediatica.
Quello che mi chiedo è se questa potenza serva davvero sui social media, viste le numerose contestazioni, e quale sia l’effetto sul brand.
Più in generale, sto cercando di capire se il modello testimonial, tanto caro alla comunicazione televisiva anni 80 e 90, sia ancora valido sui social media.
A mio modesto parere no: gli utenti/clienti sono ora molto più attivi, esigenti, e talvolta cinici. Ora parlano, scrivono, attaccano. Non si limitano a cambiare canale.
Vogliono vivere i brand, farne parte. Odiarli e amarli.
i brand che la chiamano puntano sul casino che il suo nome genera, e che stia loro simpatica o meno poco importa, e sopratutto, che abbia qualità o non ne abbia (e mi pare sia stato largamente appurato che non ne ha), poco importa:lei è pubblicità a costo ZERO!
‘Lei è pubblicità a costo zero’: questo dimostra allora che siamo fermi al ‘bene o male purchè se ne parli’ degli anni 60.
Siamo nel 2011, credo che in giro ci siano cervelli che sanno partorire idee più innovative di questa.
Trovo spiacevole inoltre questa tendenza a considerare il fatto di parlare di lei un interesse intrinseco nella sua persona. Io la osservo in quanto fenomeno di costume italiano, sono informata su quello che fa perchè mi interesso di social, blog e moda ma questo non mi rende una sua fan così come una critica oggettiva al suo operato pubblico non significa necessariamente che siamo tutte ‘soloinvidiose’.
@Ale Hai commentato ciò che ho pensato. Che triste realtà!
@Francesco Sai come la penso sulle marchette e le marchettare
@la zitella: secondo me lei non è molto diversa da un tronista o dai vari reduci del grande fratello. il mecanismo che provoca interesse verso questi personaggi, ferragni compresa, è uguale. lo spessore dei suddetti, pure
Ciao Francesco!!
Che dire.. Io penso che Chiara sia una fashion blogger di tutto rispetto. Una volta una mia amica del mondo della moda mi ha detto “E’ il suo momento, ma vedrai che tra qualche anno scomparirà velocemente così come è arrivata”. Io credo che Chiara sia diventata fashion blogger nel momento giusto.. tutto qui. Si tratta di fortuna e di tempismo.. nel senso che quando è emersa c’erano poche fashion blogger. Seguo Chiara e devo dire che ha volte la invido… vorrei essere al suo posto.. non tanto per le sue capacità comunicative (niente di che a mio modesto parere), ma per l’interesse che ha saputo suscitare attorno a sè… Detto questo… non so se Yamamay ha sbagliato. Credo che funzionò molto qualche anno fa la pubblicità fatta da Dove da donne REALI.. con corpi normali, imperfetti, da persone “prese dalla strada”, capaci quindi di spiegare davvero come DOVE aveva cambiato la loro vita. Cosa avrebbe dovuto fare Yamamay? Affidarsi completamente alle rete.. Yamamay, da come la vedo io, è nato come un brand semplice e “popolare”.. Non è La Perla.. e probabilmente con questa scelta non si è fatto una domanda fondamentale “A chi parlo?”. Quindi a maggior ragione dove affidarsi alla rete. Come? Magari raccogliendo le opinioni proprio tra i suoi fan di facebook e chiedendo prima loro chi avrebbero preferito come loro rappresentante!!
Giusto: ci si dimentica troppo spesso di chiedersi a chi stiamo parlando.
@mathilda Quoto il tuo ultimo commento
Non riesco a capire come mai proprio Chiara Ferragni (di cui non approvo affatto il modo di pensare, lo stile di vita, i “valori” che esibisce, sia chiaro) susciti delle reazioni tanto “violente”: per quale motivo non andare più ad acquistare da Yamamay? Perché c’è lei come testimonial??? E allora? Sono questi i criteri per valutare l’etica di un marchio??? Vedere che fa più scalpore una biondina milanese che non le varie etichette “made in Vietnam”, “made in China”, “made in Taiwan” fa riflettere: anche il livello delle critiche si è abbassato clamorosamente, insieme alla qualità dei testimonial!!! Personalmente, di Chiara Ferragni penso che abbia avuto una certa fortuna (è carina, ricca, milanese, bocconiana… insomma, è nata con la camicia, come si suol dire), nonché una grande abilità nel cavalcare la tigre del proprio successo. Non penso che fra due o tre anni svanirà nel nulla: se continua ad essere accorta e sveglia come è stata finora, sicuramente troverà un modo per riciclarsi. Mi dispiace per Avvilite, Soloinvidiose e compagnia bella, ma penso che invidiose lo siano davvero, e anche un po’ frustrate. Mi sento di consigliare loro un bel periodo di astinenza da fashion blogs, da dedicare alla disintossicazione internettiana e al dissipamento dell’ossessione che nutrono verso Chiara Ferragni.
innanzitutto non è milanese, il che fa la differenza, perchè anche lì vende un personaggio fasullo, nessuna ragazza dell’ambiente a cui lei vuol far credere di appartenere si esibirebbe mai sul web in quel modo, conosco molto bene certi ambienti di Milano e so che le cose vanno proprio diversamente, anzi una delle prerogative delle ragazze “bene” di Milano è proprio quella di essere estremamente discrete, fino all’esagerazione, forse perchè sono persone ricche di loro che non hanno bisogno di sponsor per diventare ricche e comprarsi borse, preferiscono studiare, laurearsi e portare avanti per es le aziende di famiglia o fare professioni serie, questa è la grande finezza delle vere ragazze ricche e di buona famiglia di Milano, credimi caro
la Bocconi a Milano è rinomata per essere molto scaduta negli ultimi anni e cmq ha le varie tariffe in base al reddito, non c’è niente di straordinario ad andare lì, non è certo la NABA o il Marangoni
Proviamo a ribaltare il punto di visto, lasciamo perdere le avvilite ecc, ma tu come pensi davvero che venga vista la Ferragni da un certo ambiente a Milano? Come una persona di provincia e che deve ostentare in modo volgare, non a casa tutti quelli che conosco che la seguono sono poveri truzzetti\e che vivono in un paesini sperduti, che hanno come massima aspirazione calcare il bancone di Striscia la notizia
cara\o la ferragni incanta certa gente ma altri sanno fin troppo bene chi hanno davanti, è paragonabile a un calciatore, a una soubrette, furbi, intelligenti o carini finché vuoi, ma poi?
Milano è una metropoli, ci vivono i milanesi che sono tali da millemila generazioni e che non ostenteranno “pevché è volgave”, e ci vivono i parvenus un po’ truzzi tipo la Ferragni. Ciò non toglie che sia milanese (vive lì, è fuori discussione), anche per lifestyle (non a caso per un po’ la città fu “Milano da bere”). Se per te milanese è solo il modello borghese alla Lavinia Borromeo (per dirne una), allora ti dimentichi tutta quella grossissima fetta della popolazione cittadina che non rientra in questo gruppetto. Io non sono Richi, tu invece sei un’avvilita, se ne sente la puzza da mille km, fidati!
è facile ridurre una critica a “sei un’avvilita” carissimo\a
comunque non sto parlando della Borromeo né di gente che parla con la erre moscia, ma di ragazze normalissime che fanno parte di una realtà come potrei dirti? colta? raffinata? non cafona? chissà..quella che non spende i suoi pomeriggi in corso como o in ridicoli posti dove si mangia da cani ma che vanno di moda o sono piazzati nella vietta alla moda, io ho fatto il liceo e l’università a Milano, non penso che basti vivere da qualche anno per appartenere a una città, è vero che Milano è una metropoli ma questa gente di provincia che viene qui non capisce spesso niente dello spirito della città e difatti questi ragazzotti non hanno capito un tubo
per loro Milano è sì forse una vaga cosa alla Milano da bere (reperto storico degli anni ’80 che è meglio lasciare nei film dei Vanzina), ti assicuro che questo lifestyle di milanese ha ben poco, è il lifestyle del provinciale che arriva in città, sorry caro\a
Emma, o fai finta di non capire o non capisci davvero: Chiara Ferragni vive in una certa Milano, che non sarà quella di tutti, ma e s i s t e !!! Che non corrisponda a raffinatezza è palese, ma ti posso citare altri millemila esempi di gente milanesissima che è arrivata ben più oltre rispetto alla Ferragni e non ha mai smesso i panni del cafoncello arricchito: pensa -uno a caso- al nostro premier! Non è forse anche quello un esempio di milanesità??? Oppure lo vogliamo declassare a provinciale solo perché non rispetta il canone di quella che p e r t e è la “milanesità”. Forse la gente è provinciale a prescindere, sia che viva a Milano da 27 generazioni, sia che ci abiti dall’altroieri! E provinciale è anche il tuo dire “questa gente di provincia che viene qui non capisce spesso niente dello spirito della città e difatti questi ragazzotti non hanno capito un tubo”: ma chi sei?!?! Adesso ti arroghi pure l’esclusiva di aver capito Milano? Se vedi uno studente meridionale che fai, gli dài fuoco? E meno male che la Ferragni è quella che se la tira… Grasse risate.
La Ferragni non è milanese è di Cremona, non ha neppure votato alle elezioni del sindaco di Milano perchè appunto non è di Milano. E’ la classica provincialotta che appena arriva nella grande città spende e spande perchè per lei quella è “la bella vita” che ha sempre sognato. Di certo Milano è una grande città dove ci sono persone di ogni tipo ma insomma definire la Ferragni come la tipica milanese è decisamente errato. Quoto Emma su tutto, le ragazze “bene” di Milano storcono il naso verso una provincialotta esibizionista come la Ferragni, che discrezione e buon gusto non sa neanche dove stanno di casa.
Quello su cui ci sarebbe da riflettere è se il “che se ne parli bene o male purchè se ne parli” funziona. E a mio parere no. Chiara Ferragni porta visite. Questo sicuramente. Ma sono visite negative, di gente che ne ha piene le scatole di vedere andare avanti una biondina insulsa e senza talento tramite inganni e trucchetti per ottenere sempre più popolarità. Questa ragazzetta che dovrebbe permettere alle clienti di riconoscersi in lei in quanto “ragazza normale” non funziona perchè le clienti non la sopportano. E ora che le persone hanno la possibilità di farsi sentire non se la lasciano sfuggire quasta occasione. Questo crea una situazione che fino ad ora nessun brand è stato in grado di gestire. Fiumi di critiche, spesso anche pesanti, arginate in malomodo, vuoi con censure vuoi con tentativi poco convincenti di difendere la propria scelta di utilizzare questa blogger come testimonial. Ne vale la pena? Il fatto che nessun brand che ha collaborato con lei ha scelto di ripetere l’esperienza una seconda volta mi fa credere che no, non ne vale la pena, Chiara Ferragni si porta dietro un codazzo di haters pronte a farle terra bruciata intorno (si sono addirittura mobilitate per farle perdere il concorso di Mango per diventare la nuova It Girl), ma evidentemente di ammiratrici pronte ad acquistare ciò che sponsorizza ne ha ben poche. Nel mondo dei social network, dove finalmente il cliente ha facoltà di parola non si può più propinargli personaggi sperando che se li sciroppi senza proferire parola. Adesso il cliente se vuoi tenertelo lo devi ascoltare sul serio!
Vorrei far notare una cosa: le sabotatrici di Ferragni al concorso Mango “dirottavano” i loro voti su altre fashion bloggers (Andy Torres in particolare, se non erro): costoro sono forse più intelligenti/colte/preparate della Ferragni??? Permettimi di dubitarne, Alexa. Le haters mi sembrano solo delle persone ossessionate, che peraltro preferiscono buttare le proprie giornate dietro alla Ferragni, criticandone il blog e ogni minimo dettaglio, manco si trattasse di delicatissime questioni di intelligence. Ne ricostruiscono la vita mettendo insieme ogni più piccolo dato che riescono a reperire: non è mania ossessiva questa? Passare giornate intere su Facebook a criticare Chiara Ferragni?? Se queste persone pensassero a migliorare se stesse e a utilizzare costruttivamente il proprio tempo, probabilmente avrebbero un’idea intelligente, un progetto, un obiettivo che permetterebbe loro di eclissare The blonde salad in un secondo. Ma visto che non fanno altro che starsene sul divano di casa a sparlare sul web da mane a sera, cosa vuoi che combinino? Niente, invecchieranno rodendosi d’invidia senza aver concluso nulla. Non avrei mai pensato di trovarmi a “difendere” Chiara Ferragni (che -ripeto- non è esattamente una figura che amo), ma in paragone all’ottusità di certe critiche, devo dire che perfino la signorina in questione sembra un inestimabile tesoro.
Sul fatto che la Ferragni abbia poche ammiratrici: su quali dati ti basi, scusa? Le haters non mi sembrano proprio la maggioranza: è tipico dei gruppuscoli astiosi far passare l’idea che loro siano la maggioranza, ma guardacaso questa convinzione non è mai suffragata da numeri (gli stessi numeri che chiedono alla Ferragni per documentare le visite al suo blog). La Ferragni avrà haters e followers, probabilmente gli haters subiranno un po’ di censura (perché spesso sono verbalmente violenti, diciamocelo), ma se la biondina è lì dov’è, qualche merito (anche solo di scaltrezza) ce l’ha. Finché non si candiderà a deputato o verrà scelta come ministro, io non avrò niente da ridire. Riflettete.
ciao Richie
Sì Andy Torres è un minimo più preparata della Ferragni avendo fatto almeno un corso da stylist. E poi sa cucire ed è più creativa. Non apprezzo particolarmente nemmeno lei, ma un minimo di contenuto in più c’è.
Lavinia, non essere ingenua, le haters non passano le giornate su facebook a criticare la Ferragni, quanto ci si impiega a scrivere un commento su una pagina facebook? 10 minuti? Certo la loro pagina è sempre attiva, ma sono in tante! E non tutte loro sono collegate nello stesso momento, non mi sembra difficile da capire su
Quella che passa la giornata attaccata al pc (quando non si fa le foto agli outfitz!!!) ad aggiornare blog, facebook, twitter, e chi più ne ha più ne metta è proprio la tua cara Ferragni!
E infine, se sempre la tua adorata Ferragni avesse più followers che haters come mai il concorso di Mango lo ha perso? Se quelle che le hanno votato contro sono più di quelle che hanno votato a suo favore, beh fatti 2 conti.
Non sempre arriva chi ha dei meriti e se ti capiterà di vederti surclassare da qualcuno che senza talento ma con astuzia e trucchetti ottiene quello per cui tu invece hai studiato e lavorato forse capirai perchè questa Ferragni sta così antipatica ed è un modello negativo a cui non si deve dare adito!
Vorrei far notare una cosa: le sabotatrici di Ferragni al concorso Mango “dirottavano” i loro voti su altre fashion bloggers (Andy Torres in particolare, se non erro): costoro sono forse più intelligenti/colte/preparate della Ferragni??? Permettimi di dubitarne, Alexa. Le haters mi sembrano solo delle persone ossessionate, che peraltro preferiscono buttare le proprie giornate dietro alla Ferragni, criticandone il blog e ogni minimo dettaglio, manco si trattasse di delicatissime questioni di intelligence. Ne ricostruiscono la vita mettendo insieme ogni più piccolo dato che riescono a reperire: non è mania ossessiva questa? Passare giornate intere su Facebook a criticare Chiara Ferragni?? Se queste persone pensassero a migliorare se stesse e a utilizzare costruttivamente il proprio tempo, probabilmente avrebbero un’idea intelligente, un progetto, un obiettivo che permetterebbe loro di eclissare The blonde salad in un secondo. Ma visto che non fanno altro che starsene sul divano di casa a sparlare sul web da mane a sera, cosa vuoi che combinino? Niente, invecchieranno rodendosi d’invidia senza aver concluso nulla. Non avrei mai pensato di trovarmi a “difendere” Chiara Ferragni (che -ripeto- non è esattamente una figura che amo), ma in paragone all’ottusità di certe critiche, devo dire che perfino la signorina in questione sembra un inestimabile tesoro.
Sul fatto che la Ferragni abbia poche ammiratrici: su quali dati ti basi, scusa? Le haters non mi sembrano proprio la maggioranza: è tipico dei gruppuscoli astiosi far passare l’idea che loro siano la maggioranza, ma guardacaso questa convinzione non è mai suffragata da numeri (gli stessi numeri che chiedono alla Ferragni per documentare le visite al suo blog). La Ferragni avrà haters e followers, probabilmente gli haters subiranno un po’ di censura (perché spesso sono verbalmente violenti, diciamocelo), ma se la biondina è lì dov’è, qualche merito (anche solo di scaltrezza) ce l’ha. Finché non si candiderà a deputato o verrà scelta come ministro, io non avrò niente da ridire. Riflettete.
Assolutamente d’accordo con te.
Leggetevi il post di fine anno della Ferragni: capirete quante cose ha fatto anche solo nel 2011 (oltre tutti i soldi che avrà guadagnato perchè le collaborazioni non sono gratis furbone mie). E cercate di ritagliarvi più spazio per voi stesse invece che vivere cercando di screditare chi ha più successo di voi.
Lavinia completamente d’ accordo con te: si parla di 90mila visite al giorno e piu di 60mila utenti unici (dai dati da lei pubblicati), pensi che i 1500 del gruppo contro di lei siano la maggioranza? A me sembrano semplicemente i piu ossessionati, il che e’strano visto che asseriscono quotidianamente di odiarla. Sono infatti loro a commentare sempre negativamente, sempre con falsi nomi e spesso con piu profili.. penso che anche i brand si accorgano della pochezza di certi ‘troll’ del web..
Decisamente.
Ed inoltre francesco non pensi che il risultato di questo ruolo da testimonial si potra’capire solo alla fine del concorso, vedendo l’interesse ed il numero dei partecipanti piuttosto che le lamentele dei dieci profili fake che vivono nell’ombra del successo della blogger?
chiara ferragni non piace per motivi talmente evidenti che è davvero NOIA continuare a sentire lo sconcerto nei riguardi delle critiche
non piace perchè fino a qualche anno fa intasava il web con foto davvero di dubbio gusto, e sembra che l’unica cosa che le è sempre importata davvero sia la visibilità e il successo non la moda, non piace perchè viene chiamata a scrivere articoli quando non sa mettere insieme due parole in italiano fluido e decente, nonostante abbia fatto il liceo classico e frequenti giurisprudenza ( questo purtroppo è un problema di tutte le ultime generazioni italiane), perchè di moda non capisce molto e come tutti i fashion blogger mette in atto meschini trucchetti per dare visibilità ai suoi sponsor ecc, io disapprovo in generale tutti i fashion blogger anche se qualcuno di qualità lo abbiamo anche in Italia ma MISTERIOSAMENTE viene ignorato, perchè succede questo?
gente che Nathalie di My floor is red per esempio, una bellissima ragazza,con un gusto essenziale, una persona discreta e fine, abbiamo l’armadio del delitto, che scrive dei testi coinvolgenti e briosi, abbiamo Flaviana Boni, una ragazza con un gusto bon ton e un po’ retro, e altri nomi, abbiamo tante persone che meritano che vengono snobbate, viene sempre chiamata la Ferragni, perchè? questo mi devono spiegare, per i numeri? perchè è bionda (tinta)? non so…vorrei capire questo, perchè all’estero viene dato spazio a diversi blogger, da noi sono sempre quei 2 nomi che girano (un’altra è la Ferraro, poca presenza fisica e contenuti ridotti all’osso, spesso fotografie “volere non posso” che risultano ridicole)
iniziate a spiegarci questo e poi ne riparliamo
con serenità
Emma
Chi è la Ferragni?
Ciao! sono incappata in questa discussione tramite un tweet e ne ho letto i contenuti. La scelta, a mio parere, del brand risulterà vincente (o perdente) solo a concorso terminato, ma saremo ancora qui a parlarne per analizzare i numeri o, come accade frequentemente sul web, ce ne saremo già stancati passando oltre? Opto per la seconda opzione e mi rammarico del fatto che in alcune aziende, attualmente, non si eseguano più analisi di mercato ben fatte. Voglio dire, un’azienda come quella di cui ci sta parlando fa una scelta su un mercato vastissimo (come citato in precedenza c’erano alternative interessanti per il lancio del concorso) e incappa in un nome. Benissimo, ma poi si deve studiare la persona, sopratutto nel caso in cui questa condivida sul web tutta una serie di porzioni della sua vita alla portata di tutti. Non si tratta di avvilite, invidiose o altro. Si tratta di decidere cosa comunicare, a chi e come. Vuoi parlare a donne trentenni ed ai loro findanzati che magari acquisteranno un completino per natale o un costume per il weekend alle terme? Bene, allora prendi qualcuno che rappresenti ciò che più si avvicina a questa idea. Vuoi sbancare con le ragazzine? con le donne mature? Per ogni target ci sono scelte differenti, ma oltre a questo bisogna che il testimonial sia davvero amato dalla gente, altrimenti è davvero meglio prendere una persona qualunque, una cliente a cui regalare un sogno o una modella asettica e sconosciuta, magari un volto nuovo.
Sul fatto che se ne parli è normale, sul fatto che sia difficile gestire i commenti negativi sulla rete quello è un dato di fatto, ma sinceramente per raddrizzare il tiro risulta tardi. A meno di proporre un coupon di sconto per tutti quelli che si dichiareranno scontenti della scelta della testimonial (che vi ho dato un’idea?!)
Laura
Ahahahah adoro i commenti delle ragazze inviperite: ora anche sul fatto che lei non e’originaria di milano? Come provano rabbia le ragazze..incredibile!
Giorgio, mi pare che lo si sia fatto notare perché la ferragni è considerata una parvenue… non tanto per. Non mi pare che fossero commenti inviperiti, sei tu quello malizioso. Leggi meglio…
a me hanno bannato e non ho assolutamente detto nulla di offensivo..solamente che non avrei più dato i miei soldi all’azienda se dovevano finanziare queste boiate con la ferragni che mi rifà il look a mie spese, e vince anche un week end senza fare nulla. ma ti pare? Yamamay sucks…altro che rocks!
Autrice di questo articolo ti stimo.
autore…sorry…
Il dscorso è che molte delle collaborazioni, markette e compagnia cantante che fa Chiara le sono procacciate dal fidanzato, il quale studia marketing e ha sfruttato il blog proprio in questo senso, non è una notizia.
Poi c’è Chiara che è una comune ragazza provinciale, ex truzza ripulita, che ha gusti piuttosto ordinari e un gusto scarsino.
Si trova giusto ad avere un fisico normale ma niente di che, un viso fotogenico, i capelli biondi (tintissimi), il che crea un ensemble rassicurante e perfetto per il target a cui è indirizzato (le bimbeminkia e le povere disgraziate), perché Chiara diventa la ragazza carina che tutte vorrebbero essere, piena di vestiti, col fidanzato fighetto e la macchinina fescion.
Tutto qui
Sono poche quelle invidiose della Ferragni. Suscita sentimenti tanto “forti” (e uso questa parola a sproposito, ci vogliono 5 minuti a scrivere un commento su fb e sicuramente la maggior parte delle “haters” non pensano a lei una volta chiusa la pagina di fb) perchè è l’emblema dell’italietta ipocrita e in cui si va avanti a marchette.
Non sa niente di moda, scrive come un cane un po’ scemo cieco da un occhio eppure scrive articoletti su A (mi ci gioco una mano che c’è dietro un gosth writer, dato che l’esperta di moda in questione per definire abiti parla di “parte finale” e pensa che McQueen sia “quello dei teschi”, figuriamoci se sa cosa significa “batik”) e ha una linea di scarpe da lei disegnata (o meglio dire, scopiazzata impunemente da sconosciuti alle sue dipendenze, non ci si improvvisa disegnatori di scarpe. E comunque le scarpe sono scopiazzate senza il minimo ritegno da Jimmy Choo e nel caso più recente delle sneaker da Le Crown) in spregio a gente che di moda sa, che sa scrivere, che ha studiato e che si fa un mazzo tanto per vedere riconosciuti i propri meriti.
Per questo è fastidiosa, per questo capisco chi dice che non comprerà più da Yamamay, perchè non vogliono finanziare coi propri soldi una sola come la Ferragni. E di cosa dovrei essere invidiosa? Delle borse finte, del fidanzato al guinzaglio…
Al massimo di quanto è fotogenica, mannaggia a lei.
Ma non parliamo di invidia che è davvero scontata come obiezione…
Ciao,
vedo che di Chiara Ferragni se ne fa un gran parlare. Anche io ho scritto un pezzo su di lei e devo dire che, al contrario di quanto mi aspettassi, molti la pensano come me e come te del resto. Deve essere che le sue 70.000 fans non lo hanno scovato, altrimenti era la fine!
Se ti leggilo:
http://precariamente81.wordpress.com/2011/08/02/chiara-ferragni-uninsalata-bionda-da-scartare/
Io credo che molta parte dello scontento sia imputabile ad una sostanziale forma di invidia. La partecipazione alle discussione di un brand implica un coinvolgimento sentimentale di un qualche tipo. E l’essere sentimentalmente coinvolti nei confronti di un brand di moda implica maggior somiglianza che differenza nei confronti della Ferragni. Chiaro il concetto?
Aggiungo: oltre 4000 iscritti mi pare al concorso, con decine di migliaia di visite dichiarate da Yamamay. Chiara Ferragni non ha proprio funzionato eh?
Sinceramente credo che il problema sia il bisogno che tutti sentiamo di esprimere il nostro parere in modo offensivo e maleducato, la presunzione con cui spariamo sentenze e cattiverie in internet, il lavoro della Ferragni sul suo blog è seguitissimo quindi non mi stupisco affatto della scelta di Yamamay. Può piacere come non piacere, forse non sarà qualificata, non avrà studiato moda, ma dubito che tutti coloro che hanno sparato giudizi e offese lo siano. Leggendo i commenti ho avuto la sensazione di leggere le offese da liceo delle ragazzine invidiose! Dietro lo schermo ci sentiamo tutti nella posizione di offendere gratuitamente anzi pare che l’essere dietro ad uno schermo ci stimoli ad essere offensivi ( lo aveva dimostrato a suo tempo la pagina di Facebook ” X tte noi ke amiamo Justin Bieber” gestita in realtà da dei ricercatori). Se non vi piace ciò che è legato alla Ferragni ditelo con educazione ed evitate di comprare ciò che è legato al suo nome. Viene aggredita come se fosse un assassina di bambini santo cielo! Questo è vergognoso!!!