MSC Crociere, la partita dell’Italia e la pubblicità su Twitter

Ancora, irrimediabilmente, tante aziende continuano a commettere l’errore di utilizzare gli strumenti digitali con le vecchie tecniche di marketing.

Gianluca, parlava di finti tweet e di twitteri di plastica:

Campagna Saatchi & Saatchi per Enel

Campagna Saatchi & Saatchi per Enel

TweetDeck

Campagna Ente del Turismo della Croazia

Oggi, curioso di leggere che cosa dicesse Twitter dell’imminente partita d’esordio dei Mondiali dei nostri Azzurri, ho cercato l’hashtag #ItaliaInghilterra. Poi mi sono fatalmente accorto che l’hashtag era sponsorizzato. Ho pensato: sarà la Nike o Adidas, che, in qualità di sponsor ufficiali dell’evento promuoveranno i loro superpagati testimonials. Classica sponsorizzazione, insomma, ma visto il contesto e la creatività con cui di solito comunicano, sono disposto ad “accettare” tali sponsorizzazioni.

Incredibilmente trovo MSC Crociere.

Promozione MSC Crociere

Promozione MSC Crociere

Si tratta del formato pubblicitario Lead Generation Card, che consente agli inserzionisti di usare una Twitter Card per raccogliere leads.

Mi chiedo: ma che senso ha che MSC usi un hashtag relativo ai mondiali di calcio che si tengono in Brasile per promuovere una crociera invernale?

Anche la Call to Action presente nella headline mi lascia alquanto perplesso: Vola in Crociera.

Non solo: MSC promettere anche che al millesimo retweet lo sconto passerà da €100 a €200. Wow, lo sconto non ha alcuna attinenza ad alcuna relazione di valore tra consumatore e brand.

Come me, gli utenti reagiscono interdetti:

Schermata 2014-06-14 alle 13.12.04

C’è chi ringrazia e chi impreca. C’è chi chiede spiegazioni e chi invece fa riferimento all’esperienza reale del brand (sia positiva che negativa).

Schermata 2014-06-14 alle 13.15.17

C’è chi scherza e chi prende in giro.

Schermata 2014-06-14 alle 13.16.19

 

Msc non è ovviamente la sola azienda a cercare di ingraziarsi la sempre crescente audience di Twitter in maniera scomposta. Tante sono cadute nell’errore di invadere i social media con i loro messaggi fuori contesto, ottenendo l’unico risultato di infastidire l’audience.

Le aziende vogliono vendere su Twitter. Gli utenti vogliono conversare, fare opinione, persuadere, chiacchierare, scherzare, insultare, fare battute, chiedere conto. Anche con le aziende.

Francamente ho dei forti dubbi sulla pubblicità su Twitter in generale, ancora maggiori rispetto a Facebook, dato che, proprio per sua essenzialità e purezza, ha anticorpi molto più forti. Sui social media non ha senso fare pubblicità in questo modo.

E’ come cercare di vendere aspirapolveri agli amici al bar: sono lì per condividere e chiacchierare, non per consumare. E allora se vendi caffè o aranciate ok, ma altrimenti, come dice questo utente…


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *