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	<title>Web Copywriter &#187; facebook marketing</title>
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	<description>«Quando facciamo dono di ciò che possediamo, ci predisponiamo a ricevere ciò di cui abbiamo bisogno». Douglas M. Lawson</description>
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		<title>Facebook, le ragioni del successo</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Dec 2008 11:38:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Astolfi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[facebook marketing]]></category>

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<p><img src="http://www.webcopywriter.it/wp-content/uploads/2008/12/facebook.jpg" alt="Facebook" /></p>
<p>Ultimamente sono stati scritte tonnellate di post e articoli su Facebook, dai blog di web marketing ai più autorevoli quotidiani nazionali. Il tutto è cominciato un mese fa, quando il social network è passato da 100.000 a 4 milioni di utenti in Italia. Non solo ecco <strong>i numeri di Facebook in Italia</strong>:</p>
<ul>
<li>4.2 Milioni Unique Visitors e 1.500 Milioni di Page Views al mese</li>
<li>Ha sorpassato MySpace tra i social network più popolari e popolati</li>
<li>Genera un numero di pageviews, di page views per utente (354 contro una media di 30/40) e di tempo per persona (2 ore e 45 minuti contro una media di 15 minuti) stratosfericamente alto, testimoniando l&#8217;alto grado di engagement</li>
</ul>
<p>Impressionanti anche le statistiche worldwide:</p>
<ul>
<li>Oltre 140 milioni di utenti attivi</li>
<li>More than half of Facebook users are outside of college</li>
<li>Il segmento demografico che cresce di più è quello dei maggiori di 25 anni</li>
<li>Ogni utente ha in media 100 amici</li>
<li>700 milioni di foto vengono uploadate ogni mese</li>
<li>52.000 applicazioni disponibili</li>
</ul>
<p>Le ragioni del successo<br />
Sono tante le interpretazioni che possono spiegare le ragioni di un successo così ecumenico ed esponenziale, fino ad arrivare ad una vera e propria mania. C&#8217;è chi parla di <a href="http://www.francescorenzo.com/?p=366" target="_blank"><strong>emotività come carburante del social network</strong></a>, ovvero del fatto che alla base di questo spontaneo successo ci sia la spinta emozionale alla scoperta (o ri-scoperta) di legami relazionali, ancorchè deboli. Altre ragioni possono essere legate all&#8217;applicazione stessa: costruito in un ambiente basato su API, Facebook consente lo <strong>sviluppo aperto di applicazioni virali</strong> che contribuiscono ad incrementare relazioni, egagement e traffico. Non solo, grazie all&#8217;integrazione di chat e wall, il social network è dedicato agli utenti always on e si configura molto più come piattaforma di comunicazione, che come social network in sè.</p>
<p>Ma personalmente credo che ci siano ragioni più profonde, che vanno al di là dell&#8217;approccio strumentale al mezzo. Io credo che sia in atto un vero e proprio cambiamento negli stili di vita delle persone, nel loro modo di comunicare e relazionarsi. A dispetto di Second Life, dove c&#8217;era una rappresentazione falsa di sè, <strong>Facebook &#8220;digitalizza&#8221; le relazioni della vita reale</strong>, le colloca in una prospettiva definita. Stare su Facebook significa <strong>investire tempo nelle relazioni</strong>, sottraendone alle attività private. Questo avrà implicazioni anche nell&#8217;utilizzo degli altri strumenti di comunicazione digitali, come le email, gli SMS, le telefonate ed anche il blogging: Facebook in qualche modo riassume tutte e 4 queste funzioni.</p>
<p>La forza di Facebook quindi è la creazione di una rete sociale forte, una community di affini, nonostante molti dei rapporti di amicizia siano veramente molto deboli. Non è un caso poi che tutti i tentativi di monetizzare il social network, o di sfruttarlo biecamente a fini di marketing, siano miseramenti falliti, poichè una rete sociale per definizione si focalizza sul dare più che sul ricevere.</p>
<p>Altro elemento di successo è la dimensione semi-pubblica del profilo di Facebook, allo stesso tempo determinata e contestualizzata nella rete sociale, ma anche aperta a nuovi rapporti: dopo il passaggio di una tipologia di comunicazione &#8220;1 a 1&#8243; a &#8220;1 a molti&#8221;, con Facebook si giunge al &#8220;tutti a tutti&#8221;. Proprio quest&#8217;ultimo aspetto abbatte le barriere tra tempo del lavoro e tempo del divertimento, tra amici e semplici conoscenti, tra tutela della privacy e apertura ai nuovi incontri.</p>


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