
Ultimamente sono stati scritte tonnellate di post e articoli su Facebook, dai blog di web marketing ai più autorevoli quotidiani nazionali. Il tutto è cominciato un mese fa, quando il social network è passato da 100.000 a 4 milioni di utenti in Italia. Non solo ecco i numeri di Facebook in Italia:
- 4.2 Milioni Unique Visitors e 1.500 Milioni di Page Views al mese
- Ha sorpassato MySpace tra i social network più popolari e popolati
- Genera un numero di pageviews, di page views per utente (354 contro una media di 30/40) e di tempo per persona (2 ore e 45 minuti contro una media di 15 minuti) stratosfericamente alto, testimoniando l’alto grado di engagement
Impressionanti anche le statistiche worldwide:
- Oltre 140 milioni di utenti attivi
- More than half of Facebook users are outside of college
- Il segmento demografico che cresce di più è quello dei maggiori di 25 anni
- Ogni utente ha in media 100 amici
- 700 milioni di foto vengono uploadate ogni mese
- 52.000 applicazioni disponibili
Le ragioni del successo
Sono tante le interpretazioni che possono spiegare le ragioni di un successo così ecumenico ed esponenziale, fino ad arrivare ad una vera e propria mania. C’è chi parla di emotività come carburante del social network, ovvero del fatto che alla base di questo spontaneo successo ci sia la spinta emozionale alla scoperta (o ri-scoperta) di legami relazionali, ancorchè deboli. Altre ragioni possono essere legate all’applicazione stessa: costruito in un ambiente basato su API, Facebook consente lo sviluppo aperto di applicazioni virali che contribuiscono ad incrementare relazioni, egagement e traffico. Non solo, grazie all’integrazione di chat e wall, il social network è dedicato agli utenti always on e si configura molto più come piattaforma di comunicazione, che come social network in sè.
Ma personalmente credo che ci siano ragioni più profonde, che vanno al di là dell’approccio strumentale al mezzo. Io credo che sia in atto un vero e proprio cambiamento negli stili di vita delle persone, nel loro modo di comunicare e relazionarsi. A dispetto di Second Life, dove c’era una rappresentazione falsa di sè, Facebook “digitalizza” le relazioni della vita reale, le colloca in una prospettiva definita. Stare su Facebook significa investire tempo nelle relazioni, sottraendone alle attività private. Questo avrà implicazioni anche nell’utilizzo degli altri strumenti di comunicazione digitali, come le email, gli SMS, le telefonate ed anche il blogging: Facebook in qualche modo riassume tutte e 4 queste funzioni.
La forza di Facebook quindi è la creazione di una rete sociale forte, una community di affini, nonostante molti dei rapporti di amicizia siano veramente molto deboli. Non è un caso poi che tutti i tentativi di monetizzare il social network, o di sfruttarlo biecamente a fini di marketing, siano miseramenti falliti, poichè una rete sociale per definizione si focalizza sul dare più che sul ricevere.
Altro elemento di successo è la dimensione semi-pubblica del profilo di Facebook, allo stesso tempo determinata e contestualizzata nella rete sociale, ma anche aperta a nuovi rapporti: dopo il passaggio di una tipologia di comunicazione “1 a 1″ a “1 a molti”, con Facebook si giunge al “tutti a tutti”. Proprio quest’ultimo aspetto abbatte le barriere tra tempo del lavoro e tempo del divertimento, tra amici e semplici conoscenti, tra tutela della privacy e apertura ai nuovi incontri.



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mi è stato molto utile questo post se ti va guarda questo post http://provasitoleo.altervista.org/2010/09/20/facebook-e-il-motivo-del-suo-successo/
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